quarta-feira, 29 de dezembro de 2010

Cânticos do 2º Domingo do Tempo Comum / Hebdomada II per annum

Intróito Omnis terra adoret te (fonte: Graduale Restitutum): o cantor — chantrepsáltês (do grego ψάλτης) ou præcentor , canta até à primeira vírgula na pauta; a capella junta-se-lhe para cantar o resto da antífona. Um solista, ou um pequeno grupo da capella, canta o primeiro hemistíquio do versículo salmódico; a capella toda associa-se no canto do segundo hemistíquio. Para concluir, toda a capella repete a antífona. Pode ainda cantar-se o Gloria Patri do modo da antífona.


Sôbre êste intróito, escreveu Bruder Jacob:

Questo introito presenta una struttura musicale particolare con due sezioni corrispondenti; è forte il richiamo alle antifone duplae. Due picchi melodici, inoltre, sottolineano le parole chiave adoret e nomini:
Omnis terra adoret te Deus - 10 sillabe
et psallat tibi - 5
psalmum dicat nomini tuo - 9
altissime - 4
Il testo è tratto dal salmo 65, su cui si basa anche l’offertorio Iubilate Deo universa terra, uno dei canti più appassionati e liberatori di tutto il repertorio liturgico latino. 
Stiamo ancora movendo i primi passi nel tempo ordinario. È bene iniziare l’itinerario di fede e del coinvolgimento sociale nel modo giusto. Il cantore avverte la responsabilità di dilatare il proprio cuore e abbracciare l’universo intero, condividere le gioie degli uni e fare proprie le ansie degli altri. Egli profeticamente dà voce alla terra tutta che in parte rimane ammutolita, distante da D-i-o, cieca di fronte alla sua Presenza, sorda alla sua Parola. Di qui un supplemento di attenzione a quanti non riescono o non sanno più rivolgersi a D-i-o. 
In mezzo alle catastrofi di scelte politiche e sociali sbagliate – e il prezzo di tanti fallimenti ricade scandalosamente sui più poveri mentre i furbastri irresponsabili spesso (o sempre ?) se la cavano – il silenzio gelido del mutismo è spezzato dal canto. Prima ancora di essere gregoriano o Sequeri, Palestrina o Mendelssohn, sale il canto senza parole del cuore ravvivato dalla Parola, consolato dalla Presenza. Poi si faranno strada i salmi; ma non bisogna aver fretta. È necessario fermarsi prima in un atteggiamento di adorazione.
Adorazione: primato assoluto di D-i-o che eleva la creatura alla sua altezza vertiginosa e la sottrae così alle grinfie del Male che con mille tentacoli cerca di mietere vittime. Adorazione: un abbandono totale alla Misericordia, senza più pensare tanto, senza parole che d’altra parte nulla riuscirebbero a esprimere, almeno per il momento. L’uomo si ritrova nella grande culla della vita che ondeggia da un giorno all’altro sotto il sorriso materno di D-i-o.
Psalmum dicat nomini tuo: il Nome, benedetto e calunniato, cantato e storpiato nell’irrisione blasfema. Nome troppo spesso nominato invano dalle persone “pie” perché ridotto a suono vuoto, guscio inaridito senza più contenuti che palpitano e comunicano vibrazioni di vita. La più grande difficoltà nel cantare i salmi s’incontra non sul piano della pronuncia e del ritmo da imprimere al canto, bensì nel confronto reale con l’Interlocutore. Spesso sostituito da fantasie immaginifiche, sterili costruzioni logiche che appagano, ingannadolo, chi non riesce (più) a pregare e a adorare nella forza dello Spirito il Verbo incarnato, rivelatore del Padre.
Psalmum dicat nomini tuo: pronunciare le parole di un salmo non è facile. Occorre essere liberi perché liberati dallo Spirito. LUI solo ci permette di rivolgerci a D-i-o non con astruse e spesso vuote formulazioni “teologiche”, ma con un’espressione che affiora sulle labbra dei piccini ancora incapaci di parlare: mamma, papà. LUI solo ci prende per mano alla scoperta di Gesù, non tanto il rivoluzionario, quanto piuttosto il Figlio di D-i-o. LUI solo demolisce le barriere dell’orgoglio e le palizzate dell’ignoranza e ci dà l’audacia di costruire la città dell’uomo per realizzare la città di D-i-o.
20-1-2013



Gradual Responsorial Misit Dominus verbum suum (Chants Abrégés): canta-se depois da 1ª Lição.


Depois da 2ª Leitura, o Alleluia é o Laudate Deo omnes angeli eius (Graduale Romanum p.262; Graduale Restitutum), no 4º modo gregoriano, aqui cantado pelo eslovaco:




O cantor canta toda a palavra alleluia; toda a capella repete. Um solista ou um pequeno grupo da capella canta o versículo; toda a capella repete o alleluia. Canta-se apenas depois da 2ª Lição, e não depois do Evangelho.

Sôbre êsta Aleluia escreveu Tiago Barófio:
Laudate Deum/Dominum omnes angeli eius, laudate eum omnes virtutes eius (sal 148, 2) (mi plagale - IV modo)

Il modello è costituito dall’Alleluia Excita, Domine, potentiam tuam (III domenica d’avvento). La melodia viene rielaborata per adattarla al nuovo testo. Dei due nuclei melodici caratterizzanti il canto originale, il primo (una scala ascendente dal Re al la: Alleluia, laudate, eius) subisce una riduzione. Il secondo nucleo è l’arco Sol-la-sib-la-Sol: esso compare con maggior frequenza ed è riproposto sia con varianti (la-sib-la-Sol) sia trasportato (Sol-la-Sol-Fa, Fa-Sol-Fa-Mi…).
L’appoggiarsi successivamente sul la, Sol e Fa crea una tensione orante in tutto il brano che raggiunge il culmine nella sezione centrale del verso: “laudate eum”.
Dopo poche settimane servite a entrare nel cuore della liturgia eucaristica con la ricchezza dei suoi riti e dei suoi testi, il canto odierno è un invito a riflettere sul senso dell’Alleluia nella nostra vita. Nel salmo 148 per un’abbondante dozzina di volte il cantore pronuncia la radice “hll”. Il senso immediato è quello del giubilare, magnificare persone, innalzare lodi a D-i-o. Con la sua insistenza il salmista vuole aiutarci ad andare oltre un’emozione momentanea e al grido alleluiatico che, ebbri di gioia, a volte cantiamo con entusiasmo.
L’Alleluia è anche un’espressione corale musicale. Prima di tutto è una condizione di vita. È un nuovo modo d’esistere alla luce abbagliante, rinnovatrice e salvifica della grazia. Grazia rivolta non solo all’uomo, ma forza che scuote l’intero universo creato per ridestarlo dal torpore mortifero che ha avuto origine dal peccato. Peccato originale dei progenitori, peccato della singola persona, peccato di comunità intere che si ribellano al piano di D-i-o, prima con il rifiutarlo, poi con l’ignorarlo del tutto. La cosiddetta morte di D-i-o è prima di tutto la morte reale della creatura.
Nel ricupero dell’alleanza con D-i-o, nel ritornare verso il paradiso perduto, con la parola dei profeti e con i segni sparsi in abbondanza nel creato, D-i-o “a più riprese e in più modi ha parlato un tempo ai padri” e continua a parlare a ciascuno di noi. Fino al momento in cui ognuno si sente interpellato, avverte che la lettera agli Ebrei, ad esempio, è stata scritta a una comunità del mondo antico affinché potesse essere trasmessa da padre in figlio, da comunità in comunità fino a raggiungerci qui, oggi. Per aprire il cuore e dilatare la mente. È il momento della verità, quando si scopre chi è D-i-o e, di conseguenza, chi siamo noi.
Il cantore senza tregua nella preghiera quotidiana delle laudes ci pone di fronte a uno specchio. È il salmo 148. Cantandolo e ascoltandolo emerge la radice “hll/lodatelo, lodino, lode…”. È l’orizzonte su cui si stagliano le differenti vicende cosmiche e umane: cieli angeli e schiere, sole luna e stelle, cieli acque e terra…, giovani fanciulle e vecchi. Tutti sono uniti nel canto di lode perché la loro stessa esistenza è divenuta lode del Creatore. La voce che sale non è più la preghiera di un individuo e neppure di una comunità. La voce dell’uomo si fa voce di tutte le creature. Una sola voce che esprime un’unica fede e la lode per Chi disse una parola. E tutto fu amato, creato, riscattato, redento.


Alleluia simples para o 2º Domingo do Tempo Comum (scribd)

Podeis também cantar um Alleluia simplificado: escolhemos um dos Aleluias triplos, no mesmo modo, que o Graduale Simplex sugere para ser cantado pelos coros mais pobres. O texto latino é o do G.R., o português é do Leccionário Dominical, e a melodia dos versículos é a entoação salmódica do 4º modo gregoriano.


Ofertório simples para o 2º Domingo do T.C. - Iubilate Deo universa terra
O texto latino é o indicado pelo G.R. (p.227) / Offertoriale Triplex / Graduale Restitutum. A melodia da antífona é baseada na da antífona Iubilate Deo in voce exsultationis, do G.S.. A melodia dos versículos é a da entoação salmódica correspondente à da antífona (7º modo).




Comunhão (ano C) Dicit Dominus Implete hydrias aqua (Graduale restitutum)


Bodas de Canã, Duccio di Buoninsegna
Bodas de Caná, Duccio.


Cânticos que cantámos neste 2º Domingo do T.C., em 2012:
  • Antífona do Ofertório Iubilate Deo in voce exsultationis: embora o texto do ofertório desta missa não seja o mesmo (ver em baixo), esta antífona foi a mais parecida que encontrámos no Graduale Simplex.
  • Cântico em honra da Virgem Maria Salve Regina (do livrete Jubilate Deo, reprodução da edição vaticana emitida pela Sagrada Congregação do Culto Divino e oferta pelo Papa Paulo VI aos Bispos católicos de todo o mundo em 1974, contendo o repertório mínimo do canto gregoriano; graças ao site Cecilia Schola. O Salve Regina não pertence ao Proprium do 2º Domingo do Tempo Comum, mas optámos por cantar esse hino à Virgem por ser costume nesta paróquia dedicar-lhe um cântico mariano durante o cortejo de saída do presbítero.)
  • entre outros.

domingo, 26 de dezembro de 2010

Bento XVI: o canto dos anjos

Parágrafo final da homilia que Bento XVI pronunciou durante a Missa da noite de Natal, na Basílica de São Pedro, no Vaticano.

Via The Chant Café: http://www.chantcafe.com/
Amplify’d from www.zenit.org
Lucas não disse que os anjos cantaram. Muito sobriamente, escreve que o exército celeste louvava a Deus e dizia: «Glória a Deus nas alturas...» (Lc 2, 13-14). Mas desde sempre os homens souberam que o falar dos anjos é diverso do dos homens; e que, precisamente nesta noite da jubilosa mensagem, tal falar foi um canto no qual brilhou a glória sublime de Deus. Assim, desde o início, este canto dos anjos foi entendido como música vinda de Deus, mais ainda, como convite a unirmo-nos ao canto com o coração em júbilo pelo facto de sermos amados por Deus. Diz Santo Agostinho: Cantare amantis est - cantar é próprio de quem ama. Assim ao longo dos séculos, o canto dos anjos tornou-se sempre de novo um canto de amor e de júbilo, um canto daqueles que amam. Nesta hora, associemo-nos, cheios de gratidão, a este cantar de todos os séculos, que une céu e terra, anjos e homens. Sim, Senhor, nós Vos damos graças por vossa imensa glória. Nós Vos damos graças pelo vosso amor. Fazei que nos tornemos cada vez mais pessoas que amam juntamente convosco e, consequentemente, pessoas de paz. Amén.
Read more at www.zenit.org
See this Amp at http://amplify.com/u/jjba

quinta-feira, 23 de dezembro de 2010

Antífonas do Ó: 23 de Dezembro: O Emmanuel

XXIII DÉCEMBRE.
(Edição de Steven van Roode1.)

O Emmanuel, Rex et Legifer noster, exspectatio gentium, et salvator earum : veni ad salvandum nos, Domine Deus noster.
Ó Emanuel, nosso rei e legislador, esperança e salvação dos povos: vinde salvar-nos, ò Senhor nosso Deus.

O Emmanuel ! Roi de Paix ! vous entrez aujourd'hui dans Jérusalem, la ville de votre choix; car c'est là que vous avez votre Temple. Bientôt vous y aurez votre Croix et votre Sépulcre ; et le jour viendra où vous établirez auprès d'elle votre redoutable tribunal. Maintenant, vous pénétrez sans bruit et sans éclat dans cette ville de David et de Salomon. Elle n'est que le lieu de votre passage, pour vous rendre à Bethléhem. Toutefois, Marie votre mère, et Joseph son époux, ne la traversent pas sans monter au Temple, pour y rendre au Seigneur leurs vœux et leurs hommages : et alors s'accomplit, pour la première fois, l'oracle du Prophète Aggée qui avait annoncé que la gloire du second Temple serait plus grande que celle du premier. Ce Temple, en effet, se trouve en ce moment posséder une Arche d'Alliance bien autrement précieuse que celle de Moïse, mais surtout incomparable à tout autre sanctuaire qu'au ciel même, parla dignité de Celui qu'elle contient. C'est le Législateur lui-même qui est ici, et non plus simplement la table de pierre sur laquelle la Loi est gravée. Mais bientôt l'Arche vivante du Seigneur descend les degrés du Temple, et se dispose à partir pour Bethléhem, où l'appellent d'autres oracles. Nous adorons, ô Emmanuel ! tous vos pas à travers ce monde, et nous admirons avec quelle fidélité vous observez ce qui a été écrit de vous, afin que rien ne manque aux caractères dont vous devez être doué, ô Messie, pour être reconnu par votre peuple. Mais souvenez-vous que l'heure est près de sonner, que toutes choses se préparent pour votre Nativité, et venez nous sauver; venez, afin d'être appelé non plus seulement Emmanuel, mais Jésus, c'est-à-dire Sauveur.




1 - Chama-se a atenção dos leitores para a ocorrência de algumas divergências melódicas entre a edição da partitura supra e a usada no video.

quarta-feira, 22 de dezembro de 2010

Antífonas do Ó: 22 de Dezembro: O Rex gentium

XXII DECEMBRE. VI° ANTIENNE.


(Edição de Steven van Roode1.)



O Rex gentium, et desideratus earum , Lapisque angularis, qui facis utraque unum : veni, et salva hominem quem de limo formasti.
Ó Rei das nações, delas desejado, pedra angular que tudo unifica, vinde salvar o homem que do limo formastes.

O Roi des nations ! vous approchez toujours plus de cette Bethléhem où vous devez naître. Le voyage tire à son terme, et votre auguste Mère, qu'un si doux fardeau console et fortifie, va sans cesse conversant avec vous par le chemin. Elle adore votre divine majesté, elle remercie votre miséricorde ; elle se réjouit d'avoir été choisie pour le sublime ministère de servir de Mère à un Dieu. Elle désire et elle appréhende tout à la fois le moment où enfin ses yeux vous contempleront. Comment pourra-t-elle vous rendre les services dignes de votre souveraine grandeur, elle qui s'estime la dernière des créatures ? Comment osera-t-elle vous élever dans ses bras, vous presser contre son cœur, vous allaiter à son sein mortel ? Et pourtant, quand elle vient à songer que l'heure approche où, sans cesser d'être son fils, vous sortirez d'elle et réclamerez tous les soins de sa tendresse, son cœur défaille et l'amour maternel se confondant avec l'amour qu'elle a pour son Dieu, elle est au moment d'expirer dans cette lutte trop inégale de la faible nature humaine contre les plus fortes et les plus puissantes de toutes les affections réunies dans un même cœur. Mais vous la soutenez, ô Désiré des nations ! car vous voulez qu'elle arrive à ce terme bienheureux qui doit donner à la terre son Sauveur, et aux hommes la Pierre angulaire qui les réunira dans une seule famille. Soyez béni dans les merveilles de votre puissance et de votre bonté, ô divin Roi ! et venez bientôt nous sauver, vous souvenant que l'homme vous est cher, puisque vous l'avez pétri de vos mains. Oh ! venez, car votre œuvre est dégénérée; elle est tombée dans la perdition ; la mort l’a envahie : reprenez-la dans vos mains puissantes, refaites-la; sauvez-la; car vous l'aimez toujours, et vous ne rougissez pas de votre ouvrage.


1 - Chama-se a atenção dos leitores para a ocorrência de algumas divergências melódicas entre a edição da partitura supra e a usada no video.

terça-feira, 21 de dezembro de 2010

Antífonas do Ó: 21 de Dezembro: O Oriens

XXI DÉCEMBRE. V° ANTIENNE


(Edição de Steven van Roode1.)


O Oriens , splendor lucis aeternae, et Sol justitiae : veni, et illumina sedentes in tenebris et umbra mortis.
Ó Sol nascente justiceiro, resplendor da Luz eterna: Oh, vinde e iluminai os que jazem entre as trevas e, na sombra do pecado e da morte, estão sentados.2


Divin Soleil, ô Jésus ! vous venez nous arracher à la nuit éternelle : soyez à jamais béni ! Mais combien vous exercez notre foi, avant de luire à nos yeux dans toute votre splendeur ! Combien vous aimez à voiler vos rayons, jusqu'à l'instant marqué par votre Père céleste, où vous devez épanouir tous vos feux ! Voici que vous traversez la Judée ; vous approchez de Jérusalem ; le voyage de Marie et de Joseph tire à son terme. Sur le chemin, vous rencontrez une multitude d'hommes qui marchent en toutes les directions, et qui se rendent chacun dans sa ville d'origine, pour satisfaire à l'Edit du dénombrement. De tous ces hommes, aucun ne vous a soupçonné si près de lui, ô divin Orient ! Marie, votre Mère, est estimée par eux une femme vulgaire ; tout au plus, s'ils remarquent la majesté et l'incomparable modestie de cette auguste Reine, sentiront-ils vaguement le contraste frappant entre une si souveraine dignité et une condition si humble ; encore ont-ils bientôt oublié cette heureuse rencontre. S'ils voient avec tant d'indifférence la mère, le fils non encore enfanté à la lumière visible, lui donneront-ils une pensée ? Et cependant ce fils, c'est vous-même, ô Soleil de justice ! Augmentez en nous la Foi, mais accroissez aussi l'amour. Si ces hommes vous aimaient, ô libérateur du genre humain, vous vous feriez sentir à eux ; leurs yeux ne vous verraient pas encore, mais du moins leur cœur serait ardent dans leur poitrine, ils vous désireraient, et ils hâteraient votre arrivée par leurs vœux et leurs soupirs. O Jésus qui traversez ainsi ce monde que vous avez fait, et qui ne forcez point l'hommage de vos créatures, nous voulons vous accompagner dans le resté de votre voyage; nous baisons sur la terre les traces bénies des pas de celle qui vous porte en son sein; nous ne voulons point vous quitter jusqu'à ce que nous soyons arrivés avec vous à l'heureuse Bethléhem, à cette Maison du Pain, où enfin nos yeux vous verront, ô Splendeur éternelle, notre Seigneur et notre Dieu !


1 - Chama-se a atenção dos leitores para a ocorrência de algumas divergências melódicas entre a edição da partitura supra e a usada no video.

2 - Tradução oficial da Conferência Nacional dos Bispos do Brasil; via Salvem a Liturgia.

Música para a Vigília do Natal / In Nativitate Domini ad Missam in Vigilia

Esta é a 1ª das 4 Missas do Natal do Senhor, que se canta na véspera do dia de Natal, isto é, ao final da tarde do dia 24 de Dezembro.

Partituras:
  • Próprio autêntico (PDF)
  • Ofertório autêntico com versículos (PDF)
  • No final do postal: o que cantámos em 2010.

O intróito desta Missa é o Hodie scietis, aqui na interpretação do projecto eslovaco Graduale:


Interpretação do ChantProject: 
 ou em MP3


O gradual desta Missa toma o mesmo texto do intróito, mas com melodia distinta. É o Hodie scietisMP3



O Alleluia que se canta nesta Missa é o lindíssimo Crastina die:
 ou em MP3


No ófertório desta Missa canta-se o Tollite portas.


A comunhão desta Missa é o Revelabitur gloria (MP3)



Existe uma versão polifónica desta comunhão, de Estêvão Lopes de Morago.


No ano de 2010 tivemos oportunidade de cantar esta Missa na Igreja Paroquial de Telheiras, orago de Nossa Senhora da Porta do Céu.

Eis o folheto distribuído à assembleia, incluindo os Proprium e Ordinarium Missæ:


Também cantámos:
Os seguintes ficheiros MIDI são da nossa autoria e as gravações mp3 provêm do cantado no dia 24-XII-2010 (evento no Facebook); aqui ficam, não pela qualidade da execução, mas para que não vos inibais de cantar gregoriano nas vossas paróquias. Os youtubes não são da nossa autoria.

Kyrie & Gloria * (MIDI-Kyrie ; MIDI-Gloria)


* do Lateinische Messgegänge, ordinarium disponível no sítio Gregor und Taube , de acordo com as propostas da secção alemã da Associação Internacional de Estudo do Canto Gregoriano (AISCGre); todas as peças pertencem à Missa Mundi, excepto o Credo.
*** do Jubilate Deo, reprodução da edição vaticana emitida pela Sagrada Congregação do Culto Divino e oferta pelo Papa Paulo VI aos Bispos católicos de todo o mundo em 1974, contendo o repertório mínimo do canto gregoriano; graças ao site Cecilia Schola.
**** do Chants of the Church; partitura alterada (si bequadro em vez de si bemol em "jubilo")

Feliz Natal!

segunda-feira, 20 de dezembro de 2010

Antífonas do Ó: 20 de Dezembro: O clavis David

XX DÉCEMBRE. IV° ANTIENNE.

(Edição de Steven van Roode1.)

O Clavis David et sceptrum domus Israël, qui aperis, et nemo claudit; claudis, et nemo aperit: veni, et educ vinctum de domo carceris, sedentem in tenebris, et umbra mortis.

O Clef de David, ô sceptre de la maison d'Israël ! qui ouvrez, et nul ne peut fermer; qui fermez, et nul ne peut ouvrir : venez et tirez de la prison le captif qui est assis dans les ténèbres et dans l'ombre de la mort.


O Fils de David, héritier de son trône et de sa puissance, vous parcourez, dans votre marche triomphale, une terre soumise autrefois à votre aïeul, aujourd'hui asservie par les Gentils. Vous reconnaissez de toutes parts, sur la route, tant de lieux témoins des merveilles de la justice et de la miséricorde de Jéhovah votre Père envers son peuple, au temps de cette ancienne Alliance qui tire à sa fin. Bientôt, le nuage virginal qui vous couvre étant ôté, vous entreprendrez de nouveaux voyages sur cette même terre ; vous y passerez en faisant le bien, et guérissant toute langueur et toute infirmité, et cependant n'ayant pas où reposer votre tête. Du moins, aujourd'hui, le sein maternel vous offre encore un asile doux et tranquille, où vous ne recevez que les témoignages de l'amour le plus tendre et le plus respectueux. Mais, ô Seigneur! il vous faut sortir de cette heureuse retraite ; il vous faut, Lumière éternelle, luire au milieu des ténèbres ; car le captif que vous êtes venu délivrer languit dans sa prison. Il s'est assis dans l'ombre de la mort, et il y va périr, si vous ne venez promptement en ouvrir les portes avec votre Clef toute-puissante ! Ce captif, ô Jésus, c'est le genre humain, esclave de ses erreurs et de ses vices : venez briser le joug qui l'accable et le dégrade ; ce captif, c'est notre cœur trop souvent asservi à des penchants qu'il désavoue : venez, ô divin Libérateur, affranchir tout ce que vous avez daigné faire libre par votre grâce, et relever en nous la dignité de vos frères.



1 - Chama-se a atenção dos leitores para a ocorrência de algumas divergências melódicas entre a edição da partitura supra e a usada no video.

domingo, 19 de dezembro de 2010

19 de Dezembro: O Radix Iesse

XIX DECEMBRE. IIIe ANTIENNE: O RADIX IESSE

(Edição de Steven van Roode1.)


O radix Jesse, qui stas in signum populorum, super quem continebunt reges os suum, quem gentes deprecabuntur : veni ad liberandum nos, jam noli tardare.
O rejeton de Jessé, qui êtes comme un étendard pour les peuples ; devant qui les rois se tiendront dans le silence ; à qui les nations offriront leurs prières : venez nous délivrer ; ne tardez plus.

Vous voici donc en marche, ô Fils de Jessé, vers la ville de vos aïeux. L'Arche du Seigneur s'est levée et s'avance, avec le Seigneur qui est en elle, vers le lieu de son repos. « Qu'ils sont beaux vos pas, ô Fille du Rot, dans l'éclat de votre chaussure » (Cant. VII, 1), lorsque vous venez apporter leur salut aux villes de Juda ! Les Anges vous escortent, votre fidèle Epoux vous environne de toute sa tendresse, le ciel se complaît en vous, et la terre tressaille sous l'heureux poids de son Créateur et de son auguste Reine. Avancez, ô Mère de Dieu et des hommes, Propitiatoire tout-puissant où est contenue la divine Manne qui garde l'homme de la mort ! Nos cœurs vous suivent, vous accompagnent, et, comme votre Royal ancêtre , nous jurons « de ne point entrer dans notre maison, de ne point monter sur notre couche, de ne point clore nos paupières, de ne point donner le repos à nos tempes, jusqu'à ce que nous ayons trouvé dans nos cœurs une demeure pour le Seigneur que vous portez, une tente pour le Dieu de Jacob. » Venez donc, ainsi voilé sous les flancs très purs de l'Arche sacrée, ô rejeton de Jessé, jusqu'à ce que vous en sortiez pour briller aux yeux des peuples, comme un étendard de victoire. Alors les rois vaincus se tairont devant vous, et les nations vous adresseront leurs vœux. Hâtez-vous, ô Messie ! venez vaincre tous nos ennemis, et délivrez-nous.


1 - Chama-se a atenção dos leitores para a ocorrência de algumas divergências melódicas entre a edição da partitura supra e a usada no video.

sábado, 18 de dezembro de 2010

18 de Dezembro: O Adonai

XVIII DECEMBRE. IIe ANTIENNE: O ADONAI

(Edição de Steven van Roode1.)

O Adonai, et dux domus Israël , qui Moysi in igne flammae rubi apparuisti, et ei in Sina legem dedisti : veni ad redimendum nos in brachio extento.
O Adonaï, Seigneur, chef de la maison d'Israël, qui avez apparu à Moïse, dans la flamme du buisson ardent, et lui avez donné la loi sur le Sinaï; venez nous racheter dans la force de votre bras.



O Seigneur suprême ! Adonaï ! venez nous racheter, non plus dans votre puissance, mais dans votre humilité. Autrefois vous vous manifestâtes à Moïse, votre serviteur, au milieu d'une flamme divine ; vous donnâtes la Loi à votre peuple du sein des foudres et des éclairs : maintenant il ne s'agit plus d'effrayer, mais de sauver. C'est pourquoi votre très pure Mère Marie ayant connu, ainsi que son époux Joseph, l'Edit de l'Empereur qui va les obliger d'entreprendre le voyage de Bethléhem, s'occupe des préparatifs de votre heureuse naissance. Elle apprête pour vous, divin Soleil, les humbles langes qui couvriront votre nudité, et vous garantiront de la froidure dans ce monde que vous avez fait, à l'heure où vous paraîtrez, au sein de la nuit et du silence. C'est ainsi que vous nous délivrerez de la servitude de notre orgueil, et que votre bras se fera sentir plus puissant, alors qu'il semblera plus faible et plus immobile aux yeux des hommes. Tout est prêt, ô Jésus ! vos langes vous attendent : partez donc bientôt et venez en Bethléhem, nous racheter des mains de notre ennemi.


1 - Chama-se a atenção dos leitores para a ocorrência de algumas divergências melódicas entre a edição da partitura supra e a usada no video.

sexta-feira, 17 de dezembro de 2010

17 de Dezembro: início das Grandes Antífonas: O Sapientia

Acompanhemos Dom Prosper Guéranger nas suas meditações sobre a oitava antes do Natal, que hoje começa:

XVII DÉCEMBRE. COMMENCEMENT DES GRANDES ANTIENNES.

L'Eglise ouvre aujourd'hui la série septénaire des jours qui précèdent la Vigile de Noël, et qui sont célèbres dans la Liturgie sous le nom de Féries majeures. L'Office ordinaire de l'Avent prend plus de solennité ; les Antiennes des Psaumes, à Laudes et aux Heures du jour, sont propres au temps et ont un rapport direct avec le grand Avènement. Tous les jours, à Vêpres, on chante une Antienne solennelle qui est un cri vers le Messie, et dans laquelle on lui donne chaque jour quelqu'un des titres qui lui sont attribués dans l'Ecriture.
Le nombre de ces Antiennes, qu'on appelle vulgairement les O de l'Avent, parce qu'elles commencent toutes par celte exclamation, est de sept dans l'Eglise romaine, une pour chacune des septFéries majeures, et elles s'adressent toutes à Jésus-Christ. (...)

L'instant choisi pour faire entendre ce sublime appel à la charité du Fils de Dieu, est l'heure des Vêpres, parce que c'est sur le Soir du monde, vergente mundi vespere, que le Messie est venu. On les chante à Magnificat, pour marquer que le Sauveur que nous attendons nous viendra par Marie. On les chante deux fois, avant et après le Cantique, comme dans les fêtes Doubles, en signe de plus grande solennité ; et même l'usage antique de plusieurs Eglises était de les chanter trois fois, savoir : avant le Cantique lui-même, avant Gloria Patri, et après Sicut erat. Enfin, ces admirables Antiennes, qui contiennent toute la moelle de la Liturgie de l'Avent, sont ornées d'un chant plein de gravité et de mélodie ; et les diverses Eglises ont retenu l'usage de les accompagner d'une pompe toute particulière, dont les démonstrations toujours expressives varient suivant les lieux. Entrons dans l'esprit de l'Eglise et recueillons-nous, afin de nous unir, dans toute la plénitude de notre cœur, à la sainte Eglise, lorsqu'elle fait entendre à son Epoux ces dernières et tendres invitations, auxquelles il se rend enfin.
 (Edição de Steven van Roode1.)

PREMIÈRE ANTIENNE: O SAPIENTIA
O Sapientia, quae ex ore Altissimi prodiisti, attingens a fine usque ad finem fortiter, suaviterque disponens omnia : veni ad docendum nos viam prudentiae.

O Sagesse, qui  êtes  sortie de la bouche du Très-Haut , qui atteignez d'une extrémité à l'autre, et disposez toutes choses avec force et douceur : venez nous apprendre les voies de la prudence.
O Sagesse incréée qui bientôt allez vous rendre visible au monde, qu'il apparaît bien en ce moment que vous disposez toutes choses ! Voici que, par votre divine permission, vient d'émaner un Edit de l'empereur Auguste pour opérer le dénombrement de l'univers. Chacun des citoyens de l'Empire doit se faire enregistrer dans sa ville d'origine. Le prince croit dans son orgueil avoir ébranlé à son profit l'espèce humaine tout entière. Les hommes s'agitent par millions sur le globe, et traversent en tous sens l'immense monde romain; ils pensent obéir à un homme, et c'est à Dieu qu'ils obéissent. Toute cette grande agitation n'a qu'un but : c'est d'amener à Bethléhem un homme et une femme qui ont leur humble demeure dans Nazareth de Galilée ; afin que cette femme inconnue des hommes et chérie du ciel, étant arrivée au terme du neuvième mois depuis la conception de son fils, enfante à Bethléhem ce fils dont le Prophète a dit : « Sa sortie est dès les jours de l'éternité ; ô Bethléhem ! tu n'es pas pas la moindre entre les mille cités de Jacob ; car il sortira aussi de toi. » O Sagesse divine ! que vous êtes forte, pour arriver ainsi à vos fins d'une manière invincible quoique cachée aux hommes ! que vous êtes douce, pour ne faire néanmoins aucune violence à leur liberté! mais aussi, que vous êtes paternelle dans votre prévoyance pour nos besoins ! Vous choisissez Bethléhem pour y naître, parce que Bethléhem signifie la Maison du Pain. Vous nous montrez par là que vous voulez être notre Pain, notre nourriture, notre aliment de vie. Nourris d'un Dieu, nous ne mourrons plus désormais. O Sagesse du Père, Pain vivant descendu du ciel, venez bientôt en nous, afin que nous approchions de vous, et que nous soyons illuminés de votre éclat ; et donnez-nous cette prudence qui conduit au salut.


1 - Chama-se a atenção dos leitores para a ocorrência de algumas divergências melódicas entre a edição da partitura supra e a usada no video.

segunda-feira, 13 de dezembro de 2010

«Cantar a missa não é a mesma coisa que cantar na missa»

O artigo infra dá conta de um percurso pessoal e de uma nova perspectiva face à música litúrgica de uma católica goesa.
Fala-se de actuosa participatio, do Concílio Vaticano II, de canto litúrgico e de canto sacro, de abertura ao mundo e de abastardamento cultural e litúrgico:



It's time to sing the Mass again

"Why can't Catholics sing any more?" musicologists ask, recalling the Gregorian chant and grand polyphony they used to hear at Mass, when the people in the pews could handle world-class music. Fine liturgical music is an heirloom for all humanity, and everyone has a stake in encouraging church musicians to keep it alive.

In the language of the Second Vatican Council: "The musical tradition of the universal Church is a treasure of inestimable value." Funnily enough, many blame that very Council (1962-1965) for the low-grade music currently sung at Mass in a majority of churches.
This is unfair. Although the Council opened the doors to the world's cultural variety, the relevant document-the Constitution on the Sacred Liturgy-clearly affirmed the primacy of the Gregorian chant and the necessity of high artistic standards in new compositions.

Catholic liturgists ask a different question: "Why have we all but stopped singing the Mass?" The singing we usually hear in church can at best be described as hymns, not the words of the Mass itself. The biblical readings and prayers are carefully selected for each action of the Mass.

The purpose of the singing is to extend the dimensions of solemnity, beauty and fervour of those same actions, not some other. This is what liturgical music means. It is different from devotional music-hymns sung in other contexts. And it is very different from profane music-all the stuff from 'Twinkle, Twinkle, Little Star' to 'From this Moment'.

While parishes around the globe face these challenges, my comments are chiefly about what we suffer at Mass in English in Goa. As one involved in church choirs here and elsewhere for the last forty years, I must say I too believed we were spreading "the spirit of Vatican II" when we introduced catchy innovations during Mass.

I was told "the people's participation" was all-important. We choir types were pleased when members of the congregation came up after Mass and said, "Oh, we really enjoyed it!" as though it were a show. We concentrated on four hymns, thinking that was our bit. No one ever told us in 1970 to sing the Mass, to aim at inner participation, helping people enter more fully into the meaning of each liturgical action.

In the last few years, especially at weddings and funerals, I have often heard choirs do devotional and profane music at various parts of the ceremony, even interrupting the liturgy with so-and-so's favourite song.

Almost invariably, some schmaltzy number replaces the precious Psalm chosen from the hymnal Jesus himself used. Then again, there is a habit of singing prayerful words to plagiarised pop tunes. When a choir of seminarians erupted into an Alleluia to the tune of 'Oo Oo Ah Ah Sexy Eyes', I was surprised the congregation remained solemn. Alas, we have stuffed our ears with cotton wool. Now is the favourable time to change all that.

Starting this Advent season, we have a year to settle choral scores. On November 27, 2011, Catholics in India, together with those in most parts of the English-speaking world, are scheduled to begin using the scholarly translation of the third edition of the Roman Missal.

There are a few changes in some of the Mass prayers and responses. The choir needs to learn its part much before the congregation. Besides, the New Mass implies new musical settings. Composers and publishers got busy years ago, using the so-called grey book of semi-final texts, and the final arrangements will be out very soon.

While (...) not learn the rules? 
(...)
As to what must be sung at Mass, there is this classic 1969 answer from the group of bishops and experts set up by Pope Paul VI to implement the Constitution on the Liturgy: Texts must be those of the Mass, not others, and singing means singing the Mass not just singing during Mass.

Fatima M Noronha is a writer and editor by profession and takes a keen interest in church music. The views expressed are those of the writer.

Read more: It's time to sing the Mass again - The Times of India http://timesofindia.indiatimes.com/city/goa/Its-time-to-sing-the-Mass-again/articleshow/7085090.cms#ixzz181zmUW00

Via The Chant Café.

sexta-feira, 3 de dezembro de 2010

Graduale de Dominicis et Festis

A editora alemã ConBrio anunciou para 31 de Janeiro de 2011 o lançamento de um volume com as versões restituídas dos próprios dos domingos e festas do Graduale Romanum/Graduale Triplex. A restituição melódica e modal, feita de acordo com as notações primitivas, já constantes neste último livro, é da responsabilidade da secção alemã da Associação Internacional para o Estudo do Canto Gregoriano (AISCGre), tendo como editores Christian Dostal, Johannes Berchmans Göschl, Cornelius Pouderoijen, Franz Karl Praßl, Heinrich Rumphorst e Stephan Zippe, já responsáveis pela publicação em revista das mesmas revisões, colecção denominada Beiträge zur Gregorianik (Contribuições para o Gregoriano). A notação quadrada restituída será encimada pela notação primitiva de Metz e terá neumas da família de Saint Gall subpostos, conforme se pode verificar na imagem infra, na qual podemos ainda ver que uns e outros neumas não se encontram tão próximo da pauta como no Graduale Triplex, embora isso implique, no caso da notação de Saint Gall, que o texto latino fique mais afastado do tetragrama.
Segundo os editores, o volume, para além de consagrar as conclusões da investigação musicológica recente, dá resposta à exortação do ConcílioVaticano II constante na Sacrosanctum Concillium — Constituição Conciliar sobre a Sagrada Liturgia —, documento que, no seu ponto 117, pede que se prepare «uma edição mais crítica dos livros já editados depois da reforma de S. Pio X».
O volume custará 59€, 49€ para reservas feitas até 31 de Março de 2011.

Via The Chant Café.

domingo, 21 de novembro de 2010

Cânticos da Solenidade de Cristo-Rei / Christus Universorum Rex

Apresentamos as 2 versões que já tivemos o privilégio de cantar em anos consecutivos.
1ª Versão - Simples (por nós cantada em 2010): Todas as peças pertencem ao Graduale Simplex (GS), excepto a comunhão Sedebit, retirada do Graduale Romanum (GR).
  • Antiphona ad introitum: Regnum eius regnum sempiternum est (GS)
  • Psalmus responsorius E5: Omnes gentes servient ei (GS)
  • Alleluia: Afferte Domino gloriam et potentiam (GS)
  • Antiphona ad offertorium: Ecce dedi te in lucem gentium (GS)
  • Antiphona ad communionem: Sedebit Dominus Rex (GR)
  • Hino Iesu Rex admirabilis
  • Antífona Salve regina

2ª Versão - Semiológica (por nós cantada em 2011):
Christus Universorum Rex - Próprio paleográfico (.ODT)

sexta-feira, 12 de novembro de 2010

«Que se valorize adequadamente o canto gregoriano como canto próprio da liturgia romana.»

Na linha da entrada anterior, já há três anos, na Exortação Apostólica Pós-Sinodal Sacramentum Caritatis, Bento XVI afirmava sobre a música litúrgica:

O canto litúrgico
42. Na arte da celebração, ocupa lugar de destaque o canto litúrgico.(126) Com razão afirma Santo Agostinho, num famoso sermão: « O homem novo conhece o cântico novo. O cântico é uma manifestação de alegria e, se considerarmos melhor, um sinal de amor ».(127) O povo de Deus, reunido para a celebração, canta os louvores de Deus. Na sua história bimilenária, a Igreja criou, e continua a criar, música e cânticos que constituem um património de fé e amor que não se deve perder. Verdadeiramente, em liturgia, não podemos dizer que tanto vale um cântico como outro; a propósito, é necessário evitar a improvisação genérica ou a introdução de géneros musicais que não respeitem o sentido da liturgia. Enquanto elemento litúrgico, o canto deve integrar-se na forma própria da celebração; (128) consequentemente, tudo — no texto, na melodia, na execução — deve corresponder ao sentido do mistério celebrado, às várias partes do rito e aos diferentes tempos litúrgicos.(129) Enfim, embora tendo em conta as distintas orientações e as diferentes e amplamente louváveis tradições, desejo — como foi pedido pelos padres sinodais — que se valorize adequadamente o canto gregoriano,(130) como canto próprio da liturgia romana.(131)

126. Cf. Instrução Geral do Missal Romano, 39-41; Conc. Ecum. Vat. II, Const. sobre a sagrada liturgia Sacrosanctum Concilium, 112-118.
127. Sermo 34, 1: PL 38, 210.
128. Cf. Propositio 25: « Como todas as expressões artísticas, também o canto deve estar intimamente harmonizado com a liturgia, colaborar eficazmente para o seu fim, ou seja, deve exprimir a fé, a oração, o enlevo, o amor por Jesus presente na Eucaristia ».
129. Cf. Propositio 29.
130. Cf. Propositio 36.
131. Cf. Conc. Ecum. Vat. II, Const. sobre a sagrada liturgia Sacrosanctum Concilium, 116; Instrução Geral do Missal Romano, 41.

quinta-feira, 11 de novembro de 2010

«Canto capaz de exprimir a beleza da Palavra divina»

Via The Chant Café, e graças também à zelosa leitura de um dos nossos cantores, deixam-se algumas palavras de Sua Santidade, o Papa Bento XVI, na recente Exortação Apostólica Pós-Sinodal Verbum Domini, de 30 de Setembro de 2010:
A Palavra e o silêncio
66. Várias intervenções dos Padres sinodais insistiram sobre o valor do silêncio para a recepção da Palavra de Deus na vida dos fiéis.231 De facto, a palavra pode ser pronunciada e ouvida apenas no silêncio, exterior e interior. O nosso tempo não favorece o recolhimento e, às vezes, fica-se com a impressão de ter medo de se separar, por um só momento, dos instrumentos de comunicação de massa. Por isso, hoje é necessário educar o Povo de Deus para o valor do silêncio. Redescobrir a centralidade da Palavra de Deus na vida da Igreja significa também redescobrir o sentido do recolhimento e da tranquilidade interior. A grande tradição patrística ensina-nos que os mistérios de Cristo estão ligados ao silêncio232 e só nele é que a Palavra pode encontrar morada em nós, como aconteceu em Maria, mulher indivisivelmente da Palavra e do silêncio. As nossas liturgias devem facilitar esta escuta autêntica: Verbo crescente, verba deficiunt.233
Que este valor brilhe particularmente na Liturgia da Palavra, que «deve ser celebrada de modo a favorecer a meditação».234 O silêncio, quando previsto, deve ser considerado «como parte da celebração».235 Por isso, exorto os Pastores a estimularem os momentos de recolhimento, nos quais, com a ajuda do Espírito Santo, a Palavra de Deus é acolhida no coração.
(...)
Exclusividade dos textos bíblicos na liturgia
69. O Sínodo reafirmou vivamente também aquilo que, aliás, já está estabelecido pela norma litúrgica da Igreja,242 isto é, que as leituras tiradas da Sagrada Escritura nunca sejam substituídas por outros textos, por mais significativos que estes possam parecer do ponto de vista pastoral ou espiritual: «Nenhum texto de espiritualidade ou de literatura pode atingir o valor e a riqueza contida na Sagrada Escritura que é Palavra de Deus».243 Trata-se de uma disposição antiga da Igreja que se deve manter.244 Face a alguns abusos, já o Papa João Paulo II lembrara a importância de nunca se substituir a Sagrada Escritura por outras leituras.245 Recorde-se que também o Salmo Responsorial é Palavra de Deus, pela qual respondemos à voz do Senhor e por isso não deve ser substituído por outros textos; entretanto é muito oportuno poder proclamá-lo de forma cantada. 
Canto litúrgico biblicamente inspirado
70. No âmbito da valorização da Palavra de Deus durante a celebração litúrgica, tenha-se presente também o canto nos momentos previstos pelo próprio rito, favorecendo o canto de clara inspiração bíblica capaz de exprimir a beleza da Palavra divina por meio de um harmonioso acordo entre as palavras e a música. Neste sentido, é bom valorizar aqueles cânticos que a tradição da Igreja nos legou e que respeitam este critério; penso particularmente na importância do canto gregoriano.246

231 Cf. Propositio [sinodal] 14.
232 Cf. Santo Inácio de Antioquia, Ad Ephesios, XV, 2: Patres Apostolici (ed. F. X. Funk, Tubingae 1901), I, 224.
233 Cf. Santo Agostinho, Sermo 288, 5: PL 38, 1307; Sermo 120, 2: PL 38, 677.
234 Ordenamento Geral do Missal Romano, 56.
235 Ibid., 45; cf. Conc. Ecum. Vat. II, Const. sobre a sagrada Liturgia Sacrosanctum Concilium, 30.
242 Cf. Ordenamento Geral do Missal Romano, 57.
243 Propositio 14.
244 Veja-se o cânon 36 do Sínodo de Hipona do ano de 393: DS 186.
245 Cf. João Paulo II, Carta ap. Vicesimus quintus annus (4 de Dezembro de 1988), 13: AAS81 (1989), 910; Congr. para o Culto Divino e a Disciplina dos Sacramentos, Instr. sobre alguns aspectos que se devem observar e evitar em relação à Santíssima Eucaristia Redemptionis sacramentum (25 de Março de 2004), 62: Ench. Vat. 22, n. 2248.
246 Cf. CONC. ECUM. VAT. II, Const. sobre a sagrada Liturgia Sacrosanctum Concilium, 116; Ordenamento Geral do Missal Romano, 41.
Fiel à orientação dos seus antecessores e à Tradição da qual é o defensor, Bento XVI propõe o Canto Gregoriano como música viva para a oração da Igreja. Note-se que a chamada de atenção, no ponto 69, para a substituição do SR por textos impróprios não se aplica à práctica habitual da nossa Capella, e doutras, de cantar o Graduale, segundo o previsto no ponto 61 da Instrução Geral do Missal Romano:
(...) Em vez do salmo que vem indicado no Leccionário, também se pode cantar ou o responsório gradual tirado do Gradual Romano ou um salmo responsorial ou aleluiático do Gradual simples, na forma indicada nestes livros.

sábado, 6 de novembro de 2010

Excerto de entrevista de Mons. Nicola Bux

Sobre liturgia e arte sacra:
La liturgia è indisponibile all’uomo ma l’arte è opera dell’uomo. Per l’arte sacra, che conosce un periodo di decadenza strutturale estremamente simile, cosa si può dire?
L’arte è la stessa cosa! La rappresentazione, la raffigurazione di Dio per la Chiesa d’Oriente come per la Chiesa d’Occidente è sempre stata sottoposta a dei canoni. Lo stesso vale per la disciplina della musica sacra. Il principio è sempre il medesimo: non siamo noi che decidiamo in base al prurito che abbiamo addosso come devo dipingere il Signore o come devo comporre un canto o quale canto devo fare nella liturgia. I canoni la Chiesa li ha stabiliti perchè potessero essere consoni al culto divino; perché non fosse data di Dio un’immagine, un’idea distorta e deformata. Tra liturgia, arte e musica c’è un’unità profonda che non permette di affrontarle separatamente.
Il Santo Padre l’ha appena nominata anche Consultore per il Culto Divino, segno dell’attenzione e della competenza del suo lavoro. Ci dica: se tre anni fa il Summorum Pontificum ha rivoluzionato la “questione liturgica”, riportando sul piatto della discussione gli elementi “scomodi” ed essenziali come la liturgia gregoriana, cosa dobbiamo aspettarci, nel prossimo futuro, da questo nuovo movimento liturgico che sta nascendo?
Innanzitutto, parlare di nuovo movimento non vuol dire necessariamente parlare di un altro movimento rispetto a quello conosciuto con un certo frutto nel XX secolo. La Chiesa è semper reformanda: a chi non piace il termine riforma della riforma parli pure di ripresa del movimento liturgico, ma sappia che si tratta sempre “del rinnovamento nella continuità dell’unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato” come dice Benedetto XVI. Con il Motu Proprio le basi del lavoro sono state poste: confidiamo presto di avere dei nuovi impulsi. Questo Papa, mite e risoluto, vuole andare avanti e noi siamo con lui. Con la stessa mitezza e con la stessa fermezza.
Lede mais em Rinascimento Sacro
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Por favor comentai dando a vossa opinião ou identificando elos corrompidos.
Podeis escrever para:

capelagregorianaincarnationis@gmail.com

Print Desejo imprimir este artigo ou descarregar em formato PDF Adobe Reader

Esta ferramenta não lida bem com incrustrações do Sribd, Youtube, ou outras externas ao blog. Em alternativa podeis seleccionar o texto que quiserdes, e ordenar ao vosso navegador que imprima somente esse trecho.

PROCURAI NO BLOG