domingo, 1 de maio de 2011

Cânticos do 2º Domingo da Páscoa / Hebdomada II Paschae

Também chamado da Divina Misericórdia, por nele se ler o Evangelho da conversão de São Tomé, ou dominica in albis depositis, por tradicionalmente ser este o dia em que os neófitos recém-baptizados na passada vigília pascal despiam as suas vestes baptismais brancas, ou ainda Pascoela por ser este o dia em que termina a oitava da Páscoa.

Eis o belíssimo Sermam que prégou na dominica in albis no Collegio de Evora da Companhia de Jesus o Reverendo Padre Mestre Luis Cardeira, da mesma companhia, Lente de Escritura da Universidade de Evora (1658, PDF, JPG):




Programa italiano O Domingo com o Papa Bento XVI:
1ª parte: Obras de arte, magistério do Papa, e Evangelho




2ª parte: inclui o intróito Quasi modo geniti infantes e respectiva explicação teológico-musical pelo maestro Fulvio Rampi.


O mesmo intróito, na interpretação do eslovaco:




Comentário de Tiago Barófio:
L’introito di oggi riprende le parole della più antica catechesi battesimale consegnataci nella prima lettera di Pietro (2, 2). Attraverso il testo latino, la Chiesa madre osserva con un sorriso trasognante i nuovi nati, i battezzati nella veglia pasquale, e tutti coloro che in quella notte hanno rinnovato gli impegni battesimali ricuperando la spontaneità filiale e la purezza del cuore. L’immersione nel fonte ha ridestato la natura profonda della persona, ormai rationabilis: una creatura piccina piccina e pure dotata di ragione, che vive nella ragione ultima di D-i-o. Una creatura che sempre crescendo nella carne è divenuta ormai spirituale. In questa situazione s’avvertono vagiti, urla e singhiozzi rivelatori di una sete incolmabile e dei morsi della fame che accomuna tutti i neonati. La Chiesa si fa balia prodiga e attenta nello sforzo di prevenire le rivendicazioni di un latte bramato senza falsità o torbidi secondi fini. 
Questo orizzonte è attraversato dai bagliori del grido gioioso e riconoscente di quattro Alleluia (identici il II e il IV che riprendono la conclusione luia del I). Ciascun cantore nel proprio cuore riscopre la corrente tranquilla e vorticosa tracciata dalla fede. S’abbandona ad essa nel canto alleluiatico, senza neppure pretendere di continuare il ragionamento che il testo liturgico nel messale odierno conclude integrando “...il puro latte spirituale, che vi faccia crescere verso la salvezza”. A questo punto si sarebbe potuto aggiungere anche il verso 3 del medesimo capitolo: “se davvero avete gustato quant’è soave il Signore” È una splendida citazione del salmo 33, 9 che rivela il nesso inscindibile tra battesimo ed Eucaristia. 
La melodia gregoriana con il suo tornito arco melodico riflette una chiara esegesi della proposta catechetica. “rationabiles et sine dolo” vanno insieme; si riferiscono agli infantes. Altri – tra cui il nuovo Missale Romanum – contro questa tradizione che non è soltanto musicale, connette “sine dolo” al latte che quindi non sarebbe alterato o impuro. Rationabiles: s’è già vista l’importanza di questo vocabolo ricco di sfumature. È bene evidenziare di nuovo che proprio qui si trova il culmine della melodia in VI modo assai contenuta: il torculus sol-sib-la addensa con una sineresi la formula salmodica che scandisce in successione sillabica il primo emistichio “adiutori nostrola-sol-sib-la-sol-fa. Per il resto il canto procede tranquillo soffermandosi a lungo sulla tonica fa. Il fa a tratti funge da corda di recita ed è la nota perno per salti intervallari disgiunti e congiunti, discendenti e ascendenti con il do grave. 
Il tempo pasquale aiuta il cantore a prendere coscienza della propria missione evangelizzatrice. È chiamato a immergersi nel mistero del Risorto per divenire annunzio di un fatto impossibile, scandaloso, concentrazione della massima stupidità (“solo gli allocchi possono crederci”), segno inequivocabile di una follia pericolosa e contagiosa. Di fronte al mondo che, al massimo, irride beffardo, l’introito Quasi modo può sciogliere il gelo dell’incredulità. A condizione che il canto non sia un fatto estemporaneo estetico-musicale, bensì diventi una professione di fede vissuta nel quotidiano: nello sprecare il proprio tempo per D-i-o e per il prossimo che non scegliamo noi in base ai nostri gusti e opportunismi, il prossimo in cui D-i-o stesso si fa presente esigendo la più alta rationabilitas, sine dolo.

A 1ª Aleluia, depois da 1ª Leitura, é a Alleluia In die ressurrectionis meae, aqui comentada por Tiago Barófio (PDF) e cantada pelo eslovaco:

"No dia da minha Ressurreição", diz o Senhor, "preceder-vos-ei na Galileia."




A 2º Aleluia, depois da 2ª Leitura, é a Alleluia Post dies octo, aqui cantada pelo Pêro Emanuel Desamazeiros:

Passados oito dias, estando as janelas fechadas, Jesus permaneceu de pé no meio dos seus discípulos, e disse: "a Paz esteja convosco".



Antífona gregoriana da Comunhão Mitte manus, aqui cantada em Língua Portuguesa, por mim: Mete aqui a tua mão (MP3)


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