sexta-feira, 24 de junho de 2011

Música própria do 13º Domingo do Tempo Comum / Hebdomada XIII per annum

Partituras:
Próprio completo PDF

Cântico de Entrada: Omnes gentes pláudite manibus (Graduale Romanum, p.297):


Comentário de Tiago Barófio:
Clicai e vêde.
Introito in fa plagale (VI modo), particolare sin dalle prime note (il motivo si vedrà tra poco). Una grande onda melodica tocca all’inizio il do grave e s’innalza al la acuto prima di frangersi per due volte sul re cadenzale della prima semifrase e della prima frase. L’onda riprende vigore e s’impenna sino a raggiungere il culmine del do che ricama all’acuto un abbellimento relativo al la preparato dal torculus speciale initio debilis. Con questa mossa strategica sono messe in evidenza sia la parola chiave del canto sia la sillaba tonica (iubilate). La melodia indugia, tuttavia, sul protagonista della scena salmica che è e rimane sempre D-i-o. Segue un allentarsi della tensione e l’onda melodica sempre più debole s’infrange e si dissolve sulla nota finale fa.
La messa “Omnes gentes” ha dietro di sé una storia particolare. È assente, ad esempio, nel cantatorio di Monza (sec. IX 1/3). Esplicita è l’annotazione dell’antifonario di Mont-Blandin (fine sec. VIII): “Ebdomata VII ista ebdomata non est in antefonarios romanos”. Di fatto, si tratta della situazione testimoniata, tra l’altro, dai graduali “romano-antichi”, da codici di Benevento (20, 38, 39, 40) e da qualche altro libro liturgico. Vari indizi raccolti da R.-J.- Hesbert, prima del 1932, fanno pensare che la messa “Omnes gentes” sia stata com-posta in realtà per la vigilia dell’Ascensione e che solo in un secondo tempo sia stata attribuita alla VII domenica dopo Pentecoste (che corrisponde alla nostra 13 domenica del tempo ordinario). Tra gli argomenti evidenziati da p. Hesbert, risalta l’identità melodica tra le due prime parole dell’introito e l’inizio dell’offertorio dell’Ascensione “Viri Galilaei” (in re, I modo).
Si è assai allargata la cerchia dei discepoli che sbigottiti, increduli, con la bocca spalancata osservano il Maestro ascendere e svanire nell’alto dei cieli. “Omnes gentes”. Ormai tutte le genti in ogni angolo della terra hanno sentito parlare di Gesù Cristo. Non sembrano però molte le persone che sentono e ascoltano la sua voce, intessono con lui un dialogo di silenzi, balbettii, sillabe e frasi appena accennate, canti ... Eppure, se Cristo non fosse sola una sigla, il marchio di una scandalosa e irriverente pubblicità – fuori e dentro la Chiesa – se Cristo fosse se non l’amico, almeno un compagno di viaggio verso cui tendere ogni tanto lo sguardo, cui rivolgere la parola in un incontro semplicemente umano – cioè tra persone che vivono e palpitano –, allora le cose sarebbero ben diverse. Non si avrebbe vergogna della sua presenza nella nostra vita, non nasconderemmo la nostra relazione con Lui, ma lasceremmo che la nostra vita, prima ancora delle nostre parole, parlasse di Lui.
Il cantore non esprime la propria fede con la sola musica vibrante dalle corde vocali. C’è la melodia che sgorga dal profondo, attraversa l’intera persona, la scuote e la piega, la ridesta dal torpore e mette in azione voce, sguardo, mani, piedi. Dalla gola non esce un canto, bensì una umile professione di fede. Lo sguardo sa rivolgersi in alto e sa osservare la terra in un equilibrio tra umiltà e consapevolezza di ciò che significa essere cristiani. Le braccia s’innalzano per offrire il crepitio di un applauso ritmato dal battito tumultuoso del cuore. Le gambe non si trascinano più stancamente; si tendono e si distendono imprimendo alla persona la cadenza del movimento per annunciare la vita del Risorto, la vita nel Risorto. La gioia pasquale dà nuovo colore alle voci. D-i-o è acclamato in Spirito e verità.

Salmo Responsorial
  • para o Ano B
    Dai graças ao Senhor, porque é eterna a sua misericórdia (PDF)


Alleluia Omnes gentes, aqui cantada pelo Pedro Francês:

Todas as gentes, aplaudide com as mãos, rejubilai em Deus com voz de exultação.





Ofertório Sicut in holocáusto:




Na Comunhão canta-se a Inclína áurem, aqui na voz do Pedro francês:

Inclina a tua orelha e apressa-Te para que nos tires fora.



No Ano A, canta-se a comunhão Christus resúrgens, aqui na voz do Pedro francês:

O Cristo resuscitando dos mortos já não morrerá, aleluia, a morte não mais O dominará, aleluia, aleluia.




Divulgamos aqui, mais uma vez, a celebração da Santa Missa na forma ordinária do rito latino da Igreja Católica, presidida pelo Padre Armindo Borges, o qual assegura, praticamente sozinho, toda a música do concentusordinarium e proprium ‒, para além, evidentemente, das partes do celebrante ‒ o accentus ‒, em latim e integralmente cantadas.

Ditas e em português, apenas as leituras primeira e segunda; o cântico após a primeira leitura, vulgarmente um salmo responsorial, será um graduale, em linha com a tradição secular do rito latino e de acordo com a Instrução Geral do Missal Romano.

Dos fiéis na assembleia espera-se que respondam cantando às orações do celebrante e que cantem algumas aclamações.

A missa terá lugar, como todos os domingos e dias de preceito, às 18h na Igreja do Santíssimo Sacramento, sita na Calçada do Sacramento, nº 11, Lisboa, ao Chiado.

Para os musicalmente mais competentes que se queiram associar ao Padre Armindo no canto das antífonas, aqui fica uma brochura para imprimir e levar para a missa, com a música do proprium do dia, e ainda com os textos das orações colecta, sobre as oblatas e pós-comunhão, acompanhados das respectivas traduções para português, retiradas do sítio do Secretariado Nacional da Liturgia e da Bíblia Online dos Capuchinhos, conforme o caso.

Se nos for possível, ainda disponibilizaremos uma brochura com o ordinarium e, eventualmente, uma outra com as respostas e aclamações da assembleia.
Caso não o consigamos fazer, aqui fica o Kyriale de Solesmes, com o ordinarium.

Sem comentários:

Enviar um comentário