terça-feira, 4 de outubro de 2011

Música própria do 28º Domingo do Tempo Comum / Hebdomada XXVIII per annum

Partirtura do Próprio gregoriano autêntico (PDF).

Traduções para a Missa cantada pelo Padre Armindo Borges na Igreja do Santíssimo Sacramento, no Chiado, em Lisboa, ao 12h15.

O intróito Si iniquitates cantado pelo eslovaco:



Comentário de Tiago Barófio:
La formula iniziale – con la caratteristica voluta (mi-re-sol) e l’ascesa al si-do-si – introduce il cantore nel clima del III modo (mi autentico). La rima melodica con cadenza rovesciata (si-do invece di do-si) su Domine e sustinebit segnala nel primo caso la sospensione della frase prima di riprenderla con il secondo Domine; nel secondo caso si esprime un’interrogazione con un’adeguata forma musicale. Quattro volte il flusso melodico insiste sulla IV discendente do-sol. Questo passaggio favorisce un certo movimento del canto tra i brevi recitativi ribattuti su do (in realtà si), re e sol. Il passaggio sulla tuba re e l’apice ornamentale do-mi-re-mi sottolineano il tema centrale dell’introito “Domine quis sustinebit ?”.
L’antifona riprende i versi 3-4 del salmo 129, i cui due versi iniziali sono ricuperati nella successiva salmodia. È il noto De profundis.
Nell’immaginario collettivo, a torto questo salmo è collegato quasi esclusivamente al contesto esequiale. L’introito odierno esige una lettura più ampia e una riappropriazione sincera nella vita quotidiana. La stessa liturgia della Parola nel martedì precedente e nel successivo giovedì propone l’intero inno biblico quale salmo responsoriale delle rispettive celebrazioni eucaristiche. Negli anni dispari, nel martedì della XXVII settimana ordinaria il De profundis fa da contrappunto alla lettura del profeta Giona (3, 1-10); nel giovedì della XXVIII il salmo elabora la risonanza interiore provocata dalle parole dell’apostolo Paolo nella lettera ai Romani (3, 21-30). Lettera che, come ricordava Karl Barth, era stata indirizzata ai cittadini dell’Urbe affinché potesse essere recapitata a noi, personalmente a ciascuno di noi, oggi.
Come il figlio prodigo, il cantore è chiamato a rientrare in se stesso, a scendere nelle profondità del proprio essere, a raggiungere il fondo dell’abisso dove sono radicate le fondamenta del proprio edificio spirituale. È il luogo dove s’innalza il tempio progettato dallo Spirito santo, tempio talora incustodito e in rovina, tempio che, sedotti dalla suggestione accattivante del Nemico, riusciamo a trasformare perfino in luogo di culto idolatrico. Per tanti motivi, dalla vergogna alla paura, siamo tentati di lasciare le cose come stanno, rifiutiamo di scendere nel regno delle tenebre che la sola luce della fede è in grado di dissipare. Eppure, Davide parla chiaro: “De profundis”. L’invocazione orante o sale dall’abisso oppure rischia di rinsecchire e morire sul nascere. 
Scendere nei crepacci del cuore non per commiserarsi e lamentarsi per le proprie colpe, bensì per restaurare il tempio: è questa la collaborazione primaria che D-i-o propone all’uomo. Condizione per rientrare in comunione con Lui, comunicare la sua Parola, essere strumenti di giustizia, innalzare nel canto il cuore di tutti e con la preghiera cantata dare voce a chi non trova ancora il cammino della conversione.
Domine quis sustinebit? Noi di certo non abbiamo la forza di reggere il peso delle nostre e altrui colpe. Il Figlio unigenito ha preso su di sé il peccato del mondo, la sua morte in croce ha sconfitto la morte. Lo sguardo di D-i-o scruta le colpe non per infierire sui disgraziati, ma perché impariamo a considerare le nostre colpe con occhi nuovi, con misericordia.
2013-10-13


Outra interpretação do mesmo intróito Si iniquitates observaveris Domine, cantado pelos Cantori de Fulvio Rampi (1:40), o Kyrie IX "Cum Iubilo" (6:58), e a antífona Asperges me Domine para a aspersão do povo com água benta em substituição do Kyrie (9:07):
 

1ª Leitura: Isaías 25,6-10a
Ofertório Recordare mei:
  • Partitura com antífona e versículos (PDF).
  • Interpretação do Pedro francês:



Lêde o comentário de Tiago Barófio à comunhão Aufer a me (PDF)
Interpretação do Pedro francês:

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