quinta-feira, 29 de setembro de 2011

Cânticos próprios do 27º Domingo do Tempo Comum / XXVII Dominica per annum


Textos traduzidos em português cantados na Missa celebrada pelo Padre Armindo Borges na Igreja do Santíssimo Sacramento, 2/10/2011 às 18h.

Partitura do Próprio gregoriano autêntico (PDF)

Intróito In voluntate tua, aqui cantado pelo eslovaco:




Sôbre êste intróito escreveu Tiago Barófio:




Uma outra interpretação, dos Cantori Gregoriani, do mesmo intróito In voluntate tua Domine (seguido, aos 8 minutos e 14 segundos, do tracto da Vigília Pascal no 8º modo: Vinea facta est , cujo texto se lê hoje na 1ª Leitura)
 


Is 5,1-7 (1ª Leitura no ano A)



Ofertório Vir erat:



A comunhão para êste Domingo é In salutári tuo anima mea, aqui comentada por Bruder Jakob:
Il Missale Romanum propone due antifone “Bonus est Dominus sperantibus in eum, animae quaerenti illum” (Lam 3, 25) e “Unus panis et unum corpus multi sumus, omnes qui de uno pane et de juno calice participamus” (cfr. 1 Cor 10, 17). Il Graduale Romanum continua la catechesi sulla traccia del salmo 118. È proposto un estratto dei versi 81, 84b e 86b: “ in salutari tuo anima mea, et in verbum tuum speravi ... Quando facies de persequentibus me iudicium? … iniqui persecuti sunt me, adiuva me (Domine Deus meus)”. Nella traduzione della CE: “(Mi consumo) nell'attesa della tua salvezza, spero nella tua parola ... Quando terrai il giudizio contro i miei persecutori? … A torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto, (Signore Dio mio)!”. Questa antifona nella tradizione era cantata in varie circostanze, anche nella domenica XXI dopo Pentecoste che corrisponde all’attuale domenica XXVII del tempo ordinario.
La melodia in re autentico (I modo) attraversa con sobrietà ampi spazi di recitazione. Dopo un altipiano sonoro impostato sul sol e una alternanza tra le due dominanti sol (secondaria) e la (principale), ci si assesta sul la. L’estesa ripercussione su questa nota richiama la salmodia fiorita che accompagna le antifone della Messa, come pure l’innalzamento al do acuto sulla sillaba accentata “persecuti”. Una formula ad “U” (la acuto - re grave - la acuto) caratterizza le sezioni “persequentibus me iudicium iniqui” e, in maniera più incisiva, “Domine Deus”. La cadenza finale con il suo scandicus subbipunctis resupinus è anticipata due volte (trasportata al fa su “speravi”). È opportuno calibrare bene l’intensità della formula; alla conclusione del brano essa gode di una maggiore dilatazione.
Il cantore è in ascolto orante della Parola di D-i-o. Con perseveranza egli non pretende di sentire qualche cosa di straordinario, di captare chissà quale messaggio. Quello che conta realmente è riuscire a raggiungere un atteggiamento di accoglienza che gli permette di porsi alla presenza dell’Altissimo. Fiducioso nella Parola, egli arde di amore. Nella fede si consuma come una candela votiva. Diviene segno di un’attesa che permette alla creatura di adattarsi alla Parola, di conformarsi alla volontà di D-i-o, di accogliere il dono della salvezza, quando e come D-i-o vorrà.
L’abbandono alla misericordia di D-i-o – atteggiamento per nulla passivo ma, al contrario, estremamente coinvolgente tutta la persona – dona la serenità necessaria per affrontare le difficoltà della vita. Di fronte ai mille persecutori – fatti e cose e, forse, anche persone – si erge inespugnabile il muro della difesa: D-i-o stesso. Padre sollecito dei poveri, medico premuroso delle anime, D-i-o si è rivelato nella storia in Cristo Gesù. Quel Signore dell’universo che in ogni Messa si rende nutrimento dell’uomo nel banchetto della Parola e del Corpo e Sangue. C’è davvero motivo per celebrare nella forza dello Spirito l’Eucaristia, il rendimento di grazie. 5-X-2014

segunda-feira, 26 de setembro de 2011

Concerto de Órgão - Mosteiro dos Jerónimos - Sexta, 30 de Setembro de 2011, 21h30

Programa

Dietrich Buxtehude (1637-1707)
Magnificat primi toni

Georg Böhm (1661-1733)
Vater unser

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Concerto em ré menor, BWV 596
[Allegro] – Fuga – Largo e spiccato – [Allegro]
(Transcrição do Concerto Op. 3, nº 11 - RV 565 de Antonio Vivaldi (1678-1741))

Félix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847)
Sonata IV, op. 65 (1845)
Allegro con brio
Andante religioso
Allegretto
Allegro maestoso e vivace

Charles-Marie Widor (1844-1937)
Andante sostenuto (da Symphonie Gothique, op. 70)

Olivier Messiaen (1908-1992)
Dieu parmi nous (Meditação IX do ciclo Nativité du Seigneur)

Organista António Esteireiro.

« A Igreja tem o seu tradicional instrumento musical; referimo-Nos ao órgão, que pela sua maravilhosa grandiosidade e majestade foi considerado digno de se enlaçar com os ritos litúrgicos, ora acompanhando o canto, ora durante os silêncios dos coros e segundo as prescrições da Igreja, difundindo suavíssimas harmonias. »

domingo, 25 de setembro de 2011

Cânticos próprios para o 26º Domingo do Tempo Comum / Dominica XXVI per annum

Próprio autêntico (PDF)

Traduções do próprio em Português (GDrive) 

Ensinamentos do Papa Bento XVI sobre a humildade:



Missa Cantada em Canto Gregoriano e Latim Pelo Padre Armindo Borges, Na Igreja Do Santíssimo Sacramento, Em Lisboa, às 18 horas.

INTRÓITO

Omnia quae fecisti nobis, Domine
cf. Daniel 3, 31.29.30.43.42; V. Sal 47,2
Em tudo o que fizestes por nós, Senhor, sois justo, porque pecámos contra Vós e não obe­decemos aos vossos mandamentos. Mas dai glória ao vosso nome, e agi para connosco segundo a vossa infini­ta misericórdia. Grande é o Senhor e digno de todo louvor, na cidade do nosso Deus, no seu mon­te santo. Glória ao Pai, ao Filho e ao Espírito Santo, como era no princípio, agora e sempre, e pelos séculos do séculos. Ámen.

Cantado pelo francês:




Êste mesmo intróito, comentado por Bruder Jakob:
La traccia del cammino spirituale di questa domenica, e della successiva settimana, non è fornita dal salterio, bensì da stralci della preghiera con cui Azaria di fa portavoce dei tre giovani ebrei prigionieri del re Nabucodonosor (Dn 3, 31.29.30.41.42). L’intonazione sol-do do ... all’inizio del brano (Omnia quae fecisti), e della terza e ultima frase (et fac), riflette l’uso “tardivo” che ha innalzato il si al semitono superiore. Ciò nonostante è chiara l’impronta del III modo (mi autentico) che traspare nella melodia dove si alternano, quali note di riferimento e fulcro di recita, il si (talora, come all’inizio, innalzato al do) e il la. La preghiera procede attraverso ampie recitazioni che si alternano a sezioni in stile fiorito. Tra i nuclei melodici emergenti si possono segnalare i due archi con ascesa quilismatica su peccavimus tibi e da gloriam, disegno ripreso parzialmente su nomini tuo. Questi tre episodi sono al centro della supplica e sottolineano l’orientamento del cantore.
In primo luogo l’orante è consapevole che quanto D-i-o ha compiuto e ha permesso che accadesse è secondo giustizia. Giustizia che coniuga, saldamente insieme, verità e misericordia. Giustizia che illumina l’esistenza nei suoi lati positivi e, pure, evidenzia le profondità delle tenebre. Giustizia che riabilita il peccatore e lo rende giusto, lo orienta nella sequela del Giusto, lo rende capace di ascoltare e di incarnare la Parola.
Anche il cantore è cosciente del proprio peccato e del torto fatto a D-i-o (peccavimus tibi). Da Lui attende il perdono misericordioso, gesto attraverso il quale rifulge lo splendore del Nome.
Uno dei problemi centrali della vita di fede è il Nome. Solitamente si usa una parola corrente, “Dio”, con cui si rivela una relazione con il Signore di Abramo, Isacco, Giacobbe, con il Padre del Signore Gesù Cristo. È fin troppo facile pronunciare “Dio”. Sin dall’inizio siamo stati messi tutti in guardia “Non pronunciare invano il nome del Signore” (Es. 20, 7). Subito pensiamo a bestemmie, tutte da evitare. Ma... è possibile sentire delle imprecazioni urlate con una passione travolgente. I vocaboli sono orribili. Tuttavia, quale forza c’è in quelle parole, quale sentimento si rivela in modo improprio, ma pur sempre si rivolge esclusivamente a LUI. Mentre, al contrario, quante volte si rimane infastiditi dalla ripetizione meccanica, arida del bisillabo “dio” perché svuotato di ogni contenuto. È soltanto una formuletta pronunciata per abitudine, con lo sguardo che vaga nel vuoto mentre il cuore s’appisola o si rivolge a tutt’altro ...
Nel Medioevo s’è avvertito il pericolo dell’inflazione verbale, di quel ripetere vocaboli senza la partecipazione di cuore e mente. Sono state cercate nuove formulazioni, scoprendo vocaboli che illuminassero qualche aspetto del Nome, nei confronti del Padre, del Figlio, dello Spirito santo. Vocaboli che oggi suscitano sdegno, per colpa della nostra ignoranza, come quando incontriamo “Cristo verme”, dimenticando la dimensione dell’immortalità ribadita dal “verme”.
Ogni qualvolta il cantore incontra la parola “Dio” nei testi biblici e nella liturgia, non può fare a meno di fermarsi, di aprire la mano dell’accattone che tutto spera dal Nome. Mentre le labbra non sorvolano su “dio”, ma si fermano e, nell’adorazione, balbettano “D-i-o”.
28-IX-2014


Ou, no ano A, cf. Filip 2,10.8.11; V. Salmo 101,2
Ao nome do Senhor todos se ajoelhem, no céu, na terra e nos abismos: porque o Senhor se fez obe­di­ente até à morte, e morte de cruz. E portanto Je­sus Cristo é o Senhor, na glória de Deus Pai. Senhor, ouvi a minha oração, e o meu clamor chegue até Vós. Glória ao Pai...

Gravação dos Cantori Gregoriani In nomine Domini omne genu flectatur (0:00)


KYRIE & GLORIA XII (Pater cuncta)

ORAÇÃO COLECTA
Senhor, que dais a maior prova do vosso po­der quando perdoais e Vos compadeceis, der­ramai so­bre nós a vossa graça, para que, correndo pron­ta­mente para os bens prome­tidos, nos tornemos um dia participan­tes da felicidade celeste. Por Nosso Senhor Jesus Cristo, vosso Filho, que é Deus con­vos­co na unidade do Espírito Santo.

LEITURA I
Ezequiel 18, 25-28
Leitura da Profecia de Ezequiel: Eis o que diz o Senhor: «Vós dizeis: ‘A maneira de proceder do Senhor não é justa’. Escutai, casa de Israel: Será a minha maneira de proceder que não é justa? Não será antes o vosso modo de proce­der que é injus­to? Quando o justo se afastar da justiça, praticar o mal e vier a morrer, mor­re­rá por causa do mal co­metido. Quando o peca­dor se afas­tar do mal que tiver realizado, pra­ti­car o direito e a justiça, salvará a sua vida. Se abrir os seus olhos e re­nun­ciar às faltas que tiver cometido, há-de viver e não morrerá».

GRADUAL RESPONSORIAL

Gradual Óculi ómnium transcrito para Português (PDF):

Salmo 144,15.V/.16
Os olhos de todos em Ti esperam, Senhor:
e Tu dás-lhes alimento no tempo oportuno.
V/. Tu abres a tua mão:
e enches todo o animal de bênçãos.



Ou, no ano A, Filip 2,8.9
Cristo fez-Se obediente por nós até a morte, e morte de cruz.
V/. Por isso Deus O exaltou e deu-Lhe um Nome que está acima de todo o nome.

Explicação e Gravação dos Cantori Gregoriani Christus factus est (a partir dos 8:10):


Transcrição para Português (MP3):



LEITURA II
Filipenses 2, 1-11
Leitura da Epístola do apóstolo São Paulo aos Filipenses. Irmãos: Se há em Cristo alguma consolação, algum conforto na caridade, se existe alguma comunhão no Espírito, alguns sentimentos de ternura e misericórdia, então completai a minha alegria, tendo entre vós os mesmos sentimentos e a mesma caridade, numa só alma e num só coração. Não façais nada por rivalidade nem por vanglória; mas, com humildade, considerai os outros supe­riores a vós mesmos, sem olhar cada um aos seus próprios interesses, mas aos interesses dos outros. Tende em vós os mesmos senti­mentos que havia em Cristo Jesus. Ele, que era de condição divina, não Se valeu da sua igualdade com Deus, mas aniquilou-Se a Si próprio. Assumindo a condição de servo, tor­nou-Se semelhante aos homens. Aparecen­do como homem, humilhou-Se ainda mais, obe­de­cendo até à morte, e morte de cruz. Por isso, Deus O exaltou e Lhe deu um nome que está acima de todos os nomes, para que ao nome de Jesus todos se ajoelhem, no céu, na terra e nos abismos, e toda a língua proclame que Jesus Cristo é o Senhor, para glória de Deus Pai.


ALELUIA
Salmo 107,2
O meu coração está firme, ó Deus, o meu coração está firme: cantarei e salmodiarei na minha glória.

EVANGELHO
Mateus 21, 28-32
Evangelho de Nosso Senhor Jesus Cristo segundo São Mateus: Naquele tempo, disse Jesus aos prín­cipes dos sacerdotes e aos anciãos do povo: «Que vos parece? Um homem tinha dois filhos. Foi ter com o primeiro e disse-lhe: ‘Filho, vai ho­je tra­ba­lhar na vinha’. Mas ele respondeu-lhe: ‘Não que­ro’. Depois, porém, arrependeu-se e foi. O homem dirigiu-se ao segundo filho e falou-lhe do mesmo modo. Ele respondeu: ‘Eu vou, Se­nhor’. Mas de facto não foi. Qual dos dois fez a vontade ao pai?». Eles responderam-Lhe: «O pri­meiro». Jesus disse-lhes: «Em verdade vos digo: Os publicanos e as mulheres de má vida irão di­ante de vós para o reino de Deus. João Baptista veio até vós, ensinan­do-vos o caminho da jus­ti­ça, e não acre­di­tastes nele; mas os publicanos e as mu­lhe­res de má vida acreditaram. E vós, que bem o vistes, não vos arrependestes, acre­ditan­do nele».

CREDO III

ORAÇÃO UNIVERSAL
Irmãs e irmãos em Cristo: Oremos pelos filhos que dizem “sim” e por aqueles que só sabem dizer
“não” ao convite para trabalharem na vinha do Pai, e cantemos, todos juntos (...)
Senhor, Pai santo, fazei nascer em cada um de nós os mesmos sentimentos que havia em vosso Filho, que Se entregou à morte pelos homens.

OFERTÓRIO
Salmo 136,1.2
Às margens dos rios da Babilónia, nos assen­távamos chorando, lembrando-nos de ti, Sião.
Nos salgueiros daquela terra, pendurávamos, então, as nossas harpas.

Antífona e versículo cantados pelos Cantori gregoriani: Super flumina Babylonis (aos 6:50 mesma janela do intróito do ano A, em cima)

Outra gravação, pelo eslovaco, do mesmo ofertório:


ORAÇÃO SOBRE AS OBLATAS
Deus de misericórdia infinita, aceitai esta nossa oblação e fazei que por ela se abra para nós a fonte de todas as bênçãos. Por Cristo, Nosso Senhor.

PREFÁCIO DA ORAÇÃO EUCARÍSTICA
IIª Domingos T.C.
Senhor, Pai santo, Deus eterno e omnipotente, é verdadeiramente nosso dever, é nossa salvação dar-Vos graças, sempre e em toda a parte, por Cristo, nosso Senhor. Compadecido dos errados caminhos dos homens, dignou-Se nascer da Virgem Maria; com a sua morte na cruz, livrou-nos da morte eterna; com a sua ressurreição, deu-nos a vida imortal. Por isso, com os Anjos e os Arcanjos e todos os coros celestes, proclamamos a vossa glória, cantando numa só voz:

SANCTUS XII

ANTÍFONA DA COMUNHÃO
Salmo 118,49.50
Lembrai-vos da Vossa Palavra, Senhor, na qual me destes esperança: ela me consola durante a minha humilhação.

Gravação eslovaca - Memento verbi tui


Sôbre esta comunhão, escreveu Bruder Jakob:
Il Missale Romanum propone come secondo canto una citazione giovannea “In hoc cognovimus caritatem Dei …” (1 Gv 3, 16). La prima antifona coincide con la scelta del Graduale Romanum: “Memento verbi tui servo tuo, Domine, in quo mihi spem dedisti; haec me consolata est in humilitate mea” (Sal 118, 49-50).
La melodia in mi plagale (IV modo) comincia con il ribadire sei volte il valore del la dominante che sottolinea l’affermazione iniziale “Memento verbi tui”. La cadenza tipica di mi (mi-sol-fa-fa fa-mi) la prima volta ribalta la finale (mi-fa) per evidenziare la sospensione della frase. L’apice melodico (si) è raggiunto nella sezione finale su “me” e va compreso attraverso il ‘contrappunto’ che raggiunge il re grave sulle parole conclusive “in humilitate mea”.
Continua oggi l’accoglienza orante della Parola di D-i-o attraverso la ruminazione del salmo 118. Il cantore a nome di tutta la comunità provoca D-i-o, come se anche Lui – come noi uomini – fosse distratto, avesse la memoria corta e fluttuante, venisse meno agli impegni presi. Nelle parole del salmista ieri, e oggi della Chiesa, non c’è, tuttavia, arroganza né pretesa alcuna. Le parole, apparentemente improprie, sono in realtà l’espressione di quella fiducia illimitata richiesta dalla preghiera del Padre nostro. Sono parole che rivelano l’audacia del bimbo che tutto spera rivolgendosi al Padre.
Le radici nascoste di questo atteggiamento di fede affondano nell’umiltà, si nutrono di umiltà. Non piagnucolìo sterile, bensì lucida consapevolezza del proprio essere, del proprio avere, del proprio fare e sapere. Dove il primato si concentra sull’essere che trova spazio di libertà nell’amministrare in modo corretto le sostanze, nel fare per il bene altrui e proprio, nel sapere condiviso. Umiltà che sa inserirsi armonicamente al giusto posto con le funzioni che competono, senza cercare spasmodicamente e ad ogni costo l’ultimo posto. Dimenticando che gli estremi spesso coincidono e sono, comunque, sempre in evidenza.
Nella condizione di vita umile – cioè reale e vera – si apre l’orizzonte della speranza. Le Scritture tracciano il solco da percorrere e nel quale gettare con liberalità il seme del rinnovamento quotidiano. Nella forza dello Spirito ci si scopre amici di D-i-o con il dono di poter vivere al suo servizio nel collaborare all’opera sia della creazione sia della redenzione: mille e mille temi da trasformare in preghiera di lode e di domanda. Mille e mille attività per rendere la natura più benevola, il lavoro meno faticoso, la collettività più serena e accogliente. Si potrebbe parafrasare la preghiera di Gesù: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori” in “Ricordati, o Padre, della tua Parola, come noi facciamo delle nostre parole: scintille di vita che illuminino l’esistenza di chi è immerso nelle tenebre, semi di speranza per chi si è arreso o sta per arrendersi”.
Memento verbi tui”: con il cuore e la mente ci immedesimiamo con le parole del cantore e ci rivolgiamo a D-i-o. Queste stesse parole salgono alla nostra mente e al nostro cuore da parte delle tante persone che abbiamo incrociato nella vita e alle quali, spesso senza rendercene conto, non abbiamo rivolto una parola di speranza. È ora di ricuperare le occasioni perdute e di inviare un messaggio con uno sguardo, un sorriso, una parola, un silenzio … un segno di quella solidarietà che attendiamo e “pretendiamo” da D-i-o.
 


ORAÇÃO DEPOIS DA COMUNHÃO
Fazei, Senhor, que este sacramento celeste
renove a nossa alma e o nosso corpo, para que, unidos a Cristo neste memorial da sua morte, possamos tomar parte na sua herança gloriosa. Ele que é Deus convosco na unidade do Espírito Santo.

ITE MISSA EST XII
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segunda-feira, 19 de setembro de 2011

Condições pessoais para uma participação activa segundo Bento XVI

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Para tirar mais fruto na celebração eucarística:“Condições pessoais para uma participação activa” - (Bento XVI, Exort. Apost. Sacramento da Caridade, n. 55)

Ao considerarem o tema da participação activa (actuosa participatio) dos fiéis no rito sagrado, os padres sinodais ressaltaram também as condições pessoais que se requerem em cada um para uma frutuosa participação. (1) Uma delas é, sem dúvida, o espírito de constante conversão que deve caracterizar a vida de todos os fiéis: não podemos esperar uma participação activa na liturgia eucarística, se nos abeiramos dela superficialmente e sem antes nos interrogarmos sobre a própria vida. Favorecem tal disposição interior, por exemplo, o recolhimento e o silêncio durante alguns momentos pelo menos antes do início da liturgia, o jejum e — quando for preciso — a confissão sacramental; um coração reconciliado com Deus predispõe para a verdadeira participação. De modo particular é preciso alertar os fiéis que não se pode verificar uma participação activa nos santos mistérios, se ao mesmo tempo não se procura tomar parte activa na vida eclesial em toda a sua amplitude, incluindo o compromisso missionário de levar o amor de Cristo para o meio da sociedade.

Sem dúvida, para a plena participação na Eucaristia é preciso também aproximar-se pessoalmente do altar para receber a comunhão; (2) contudo é preciso estar atento para que esta afirmação, justa em si mesma, não induza os fiéis a um certo automatismo, levando-os a pensar que, pelo simples facto de se encontrar na igreja durante a liturgia, se tenha o direito ou mesmo — quem sabe — se sinta no dever de aproximar-se da mesa eucarística. Mesmo quando não for possível abeirar-se da comunhão sacramental, a participação na Santa Missa permanece necessária, válida, significativa e frutuosa; neste caso, é bom cultivar o desejo da plena união com Cristo, por exemplo, através da prática da comunhão espiritual, recordada por João Paulo II (3) e recomendada por santos mestres de vida espiritual. (4) ......................................................................... (1) Cf. Propositio 35; Conc. Ecum. Vat. II, Const. sobre a sagrada liturgia Sacrosanctum Concilium, 11: “Mas, para assegurar esta plena eficácia é necessário que os fiéis se aproximem da sagrada Liturgia com recta disposição de ânimo, ponham a sua alma em consonância com a voz e colaborem com a graça divina, para não a receberem em vão.”

(2) Cf. Catecismo da Igreja Católica, 1388; Conc. Ecum. Vat. II, Const. sobre a sagrada liturgia Sacrosanctum Concilium, 55.

(3) Cf. Carta enc. Ecclesia de Eucharistia (17 de Abril de 2003), 34: AAS 95 (2003), 456: “Por isso mesmo, é conveniente cultivar continuamente na alma o desejo do sacramento da Eucaristia. Daqui nasceu a prática da «comunhão espiritual» em uso na Igreja há séculos, recomendada por santos mestres de vida espiritual. Escrevia S. Teresa de Jesus: «Quando não comungais e não participais na Missa, comungai espiritualmente, porque é muito vantajoso. (...) Deste modo, imprime-se em vós muito do amor de nosso Senhor». (Caminho de perfeição, c. 35)”

(4) Assim, por exemplo, São Tomás de Aquino, Summa Theologiæ, III, q. 80, a. 1, 2 [Nota: explica-se que se trata de «receber espiritualmente o sacramento»: e que, quem não está impedido, «recebe o efeito do sacramento, pelo qual se une a Cristo pela fé e pela caridade»] ;e Santa Teresa de Jesus, Caminho de perfeição, cap. 35. A doutrina foi confirmada autorizadamente pelo Concílio de Trento, Sessão XIII, cân. 8.

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quinta-feira, 15 de setembro de 2011

Música Própria da 24ª Semana do Tempo Comum / Hebdomada XXIV per annum

Partituras:
Próprio completo (PDF)
Ofertório com versículos (PDF)

Traduções Portuguesas do Próprio (GDrive)

«Poder fazer penitência é uma graça de Deus»

24º Domingo do Tempo Comum, ano A



Cântico de Entrada Da pacem Domine sustinentibus te
e a Antífona Salve Regina , numa versão mais antiga e solene, cantada pelos Cantori Gregoriani, com a majestosa explicação do seu maestro, Fúlvio Rampi.




Comentário de Tiago Barófio sôbre êste intróito.





Salmo responsorial para a Missa de Sábado, ano par:
Na presença do Senhor, andarei na luz da vida.




Canta-se a Alleluia Timébunt gentes, aqui na voz do francês:




Ofertório Sanctificauit Moyses, pelo francês:




Ofertório no ano C: Precatus est Moyses in conspectu Domini Dei sui (a partir dos 5:37)



Comunhão Tollite hóstias, aqui cantada pelo Pêro Emanuel Desmazeiros:



No Domingo do Ano B canta-se Qui vult venire.
No Domingo do Ano C canta-se Dico vobis: Gaudium.
Na 2ª feira dos anos ímpares canta-se Hoc corpus quod pro vobis tradétur.

domingo, 11 de setembro de 2011

SANTA MISSA CANTADA EM LATIM E LISBOA

Actualização: A Missa Cantata do Reverendíssimo Padre Doutor Armindo Borges na Igreja do Santíssimo Sacramento foi suprimida. O Reverendíssimo celebra actualmente na Basílica de Nossa Senhora dos Mártires a Santa Missa rezada em Português, todos os dias às 10h30 excepto ausências estivais e pós-natalícias (pedir informações na Paróquia).








14/5/2017 - 5º Domingo da Páscoa: Missa rezada com 2 acólitos e proprium e ordinarium cantados a canto gregoriano.






7/5/2017 - Missa rezada com um acólito e proprium e ordinarium cantados.








5/3/2017 - 1º Domingo da Quaresma: Missa rezada com cânticos gregorianos do próprio e ordinário, e 2 acólitos; seguida de Bênção de viatura automóvel.




14/2/2017 - Festa dos Santos Cirilo e Metódio: ritos depois da comunhão, finais, orações leoninas, e adoração ao Santíssimo Sacramento.




8/1/2017 - Solenidade da Epifania do Senhor: Missa rezada com ordinário gregoriano cantado e 2 acólitos.



25/12/2017 - Missa do Dia do Natal do Senhor

O Reverendíssimo Padre Doutor Armindo Borges procura alunos a quem ensinar o Canto Gregoriano, com o objectivo de formar um Côro para participar na Santa Missa. Serão aceites pessoas com ou sem conhecimentos musicais prévios, que possam ou não vir a participar da Liturgia e também do Côro Polifónico dirigido pelo Reverendíssimo Sacerdote. Aulas gratuitas em horário pós-laboral, a definir. Os interessados por favor contactem-nos e partilhem junto de terceiros. Muito obrigados,

*
*   *

  Sancta Missa Cantata

pelo Reverendíssimo Padre Doutor
Armindo Borges
 
Calçada do Sacramento (Chiado) em Lisboa (Portugal).
aos Domingos ao meio-dia e um quarto (12h15).

Holy Mass sung in Latin in Lisbon.
Santa Misa cantada en latín en Lisboa.
Sainte Messe chantée en latin à Lisbonne.
Santa Messa cantata in latino a Lisbona.
Heilige Messe in lateinischer Sprache in Lissabon gesungen.
Santa missa cantada en llatí a Lisboa.
Heilige Mis in het Latijn gezongen in Lissabon.
Msza śpiewana w języku łacińskim w Lizbonie.
Aifreann Naofa canta i Laidin i Liospóin.

Gravações memoráveis:


26/6/2016 - Dominica XIII per annum


1/5/2016 - V Dominica Paschae







Descarregar Livrete "Santa Missa Cantada Ao Domingo"  
Este guião serve para acompanhar a Missa celebrada segundo a Forma Ordinária do Rito Romano (Missal de Paulo VI). Inclui as orações comuns à maioria das celebrações Dominicais, com as respostas cantadas pelo Povo.

Em relação ao Kyriale (conjunto do Kyrie, Gloria, Sanctus, Agnus Dei, Ite Missa est e Credo correspondente), remetem-se os fiéis para o Kyriale Romanum, editado por Solesmes.

Também e o Proprium (conjunto de orações que são próprias para cada dia: Intróito, Colecta, Leituras e Cânticos depois das Leituras, Oração Universal, Ofertório, Oração sobre as Oblatas, Comunhão, Oração depois da Comunhão) se canta a partir daquele Livro Litúrgico.

Ficai com os ficheiros PDF e ODT editável.


quarta-feira, 7 de setembro de 2011

Por que a música e a liturgia são importantes

Leia também os comentários:
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I just received a note from an Anglican Catholic in Canada who has long considered becoming Roman. He had hoped that the new Missal would make the aesthetics of the Mass more bearable, but then he looked at the Mass settings being offered by the Canadian Conference of Catholic Bishops.

His reaction: "Anglican Catholics here have been chanting in English to Plainsong tunes for generations, every one of our Masses is chanted in English - the whole congregation chants the Introit Gradual Gloria Creed Agnus Dei, Kyrie, Our father etc etc etc. I have never heard a pop type tune in all the years I've been an Anglican Catholic. I had hoped that with the new translation of the English Novus Ordo Mass some efforts would be made. From what I have seen so far, the three Mass settings remind me of my 1980's experience in the Pentecostal world."

Music alone should never prevent conversion but there really are serious issues here. It is just a fact that millions stay away from Catholic parishes and have for many decades because they can't stand the noise.

This is why the Missal chants offer such hope. If in doubt, sing the Missal chants!
Read more at www.chantcafe.com
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