domingo, 12 de fevereiro de 2012

Música em Português para o 6º Domingo do Tempo Comum / Hebdomada Sexta per annum

Intróito Esto mihi, Sê para mim um Deus protector e um lugar de refúgio para me salvares, porque a minha fortaleza e o meu refúgio és Tu, e pelo Teu Nome serás o meu guia, e me nutrirás. Eis a interpretação do eslovaco:




Partitura do Graduale Novum, por mim transcrita e cantada na versão portuguesa (MP3):



Alleluia Cantate Domino, Alleluia Cantai ao Senhor um cântico novo, porque o Senhor fez maravilhas. Eis a gravação do francês Pêro Manoel Desmazeiros:



Esta Aleluia ruminada por Tiago Barófio:
D 6 T.O. - ALLELUIA Cantate Domino canticum novum, quia mirabilia fecit Dominus (sal 97, 1) (re)


La melodia di questo Alleluia si limita al testo della presente domenica ed è tramandata da pochi testimoni, tutti d’origine franca (SCHLAGER, THK 120). L’origine transalpina è confermata dall’impianto modale in re. Due volte nel grido iniziale e tre nel verso s’afferma in maniera esplicita la struttura portante con l’intervallo di quinta RE-la. Mentre nel movimento ascendente la dominante è raggiunta con un salto (RE-la), la finalis due volte è raggiunta con il salto di quinta, ma di solito la voce si muove a gradi congiunti girovagando lungo la discesa. Le due note portanti si affermano nell’esecuzione grazie a una sonorità superiore a quella delle altre note di abbellimento e di passaggio. Ribadita l’importanza del RE e del la, si può osservare che si tratta, tuttavia, di un modo di RE particolare: nel verso si raggiunge due volte il LA grave, suono proprio del II modo (re plagale).
Il ritorno continuo di poche formule facilita la ruminazione della Parola. Attraverso squarci suggestivi essa lascia intravvedere alcune tappe del cammino di fede nella fase iniziale dell’anno sociale. Per cogliere il senso del messaggio, occorre partire dal secondo emistichio. Il cantore annuncia con forza la presenza di D-i-o al centro dell’evento (quia - Dominus). Nella storia dell’uomo egli è Colui che opera mirabilia, magnalia: cose grandi che si elevano al di sopra del quotidiano, fatti straordinari, quindi non scontati e ovvii, con cui il Creatore segue da vicino la sua opera. Una cura attenta che giunge a una decisione folle e scandalosa. 
Il Creatore a un certo momento sceglie la collaborazione di noi uomini. Una scelta agli antipodi delle nostre decisioni. Per farci aiutare chiediamo la partecipazione ai nostri progetti di persone capaci e fidate. Per compiere fino in fondo l’opera della sua creazione, D-i-o non teme né si vergogna di appellarsi alle stesse creature deboli e fragili, santi e peccatori, fedeli e traditori, perseveranti e rinnegatori, approfittatori, ladri e omicidi. Basta scorrere le due liste della genealogia di Cristo per sentire i brividi provocati dalla follia d’amore di D-i-o.
La misericordia divina rende l’uomo operatore di verità e di carità, testimone di quella vita che solo lo Spirito può infondere e rinnovare nell’uomo vecchio e decrepito, lacerato e a pezzi. Contro ogni speranza, contro ogni previsione umana, il cammino della conversione spalanca nuovi orizzonti, lascia intravvedere nuove vie da percorrere nello scoprire che tutto è grazia, che tutto può essere riscattato, che non c’è male che possa soffocare il bene. Non c’è debolezza e delusione che riesca a paralizzare il cuore. Non c’è pusillanimità che non possa aprirsi all’audacia e al coraggio necessario per inoltrarsi nel mistero di Cristo. Non per sapere qualcosa di più, ma per essere in maggiore misura lui stesso fino a quando con l’apostolo tutti potremo dire: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”.
La vita di Cristo vissuta nel nostro tempo traballante, la vita in Cristo testimoniata nella nostra società atea e sbandata: in questa novità risiede la forza e la bellezza del grido di giubilo. Anche oggi il cantore c’invita a gridare Alleluia. Soltanto per Cristo, con Cristo e in Cristo, possiamo levare il canto nuovo di ringraziamento e di lode a D-i-o Padre nell’unità dello Spirito santo. E tutto ciò è solo l’inizio.



Comunhão Manducaverunt, Comeram e saciados ficaram, e, os desejos deles, o Senhor atendeu-os: não se privaram do desejo seu. Partitura do Graduale Novum, transcrito e cantado por mim em português (MP3).


Acerca desta Comunhão, escreveu Bruder Jakob:
Il Missale Romanum, oltre a Manducaverunt, prevede un secondo canto: “Sic Deus dilexit mundum”, un testo (Io 3, 16) che si cantava tradizionalmente come antifona delle Ore a Pentecoste o nei giorni seguenti. “Manducaverunt” riprende le parole del salmo 77 (vv. 29-30a). La melodia in re autentico (I modo) si snoda attraverso tre frasi, ciascuna delle quali è composta di due sezioni. Il materiale melodico si concentra sul nucleo fa-sol-la(-sol-fa). L’apice musicale sfrutta una diffusa formula cadenzale; nell’antifona odierna si dà rilievo al si bemolle. La formula d’intonazione iniziale (Manducaverunt) si ritrova alla fine del canto quando la melodia per l’ultima volta si slancia verso il nucleo fa-sol-la (desiderio). Così pure c’è un’ampia rima melodica che collega “saturati sunt nimis” e “non sunt fraudati”. 
Il verbo iniziale “Manducaverunt” richiama immediatamente il banchetto eucaristico. Una sottolineatura nel testo liturgico latino è data al desiderio intenso, la brama che spinge a saziarsi, a colmare l’esistenza con quanto ci permette di vivere, di spaziare negli ambiti vicini e lontani, di accogliere il dono degli altri e di donarsi senza calcoli e rimpianti. Mentre l’appagamento di tanti desideri e sogni talora si trova con facilità e subito, ma si consuma e svanisce presto, la soddisfazione del bisogno profondo di D-i-o culmina nel saziarsi di Lui, nel masticare il suo Corpo, nell’assimilarlo attraverso la ruminazione della Parola. Desiderio che cresce d’intensità ed è tacitato da un desiderio ancora più struggente. Come quando si raggiunge una vetta alpina che si riteneva essere la meta del cammino, e si spalanca davanti la visione di una vetta più elevata, che attrae con un fascino incontenibile e ridesta energie assopite. 
In un momento assai difficile nell’esistenza individuale e nella vita sociale, dilaga il senso di un’opprimente frustrazione: troppe bolle di sapone hanno galvanizzato l’attenzione, hanno incantato e ingannato con diffondere illusioni in un crescendo di irresponsabilità. Fino al tracollo. Quando si è aperta la voragine del vuoto dove inutilmente ci si agita in cerca di salvezza, dove invano si cerca di afferrare una fune robusta che ci aiuti a guadagnare la riva, la terra ferma della solidità sociale ed emotiva. 
La voce del cantore s’affaccia nei cuori lacerati dalle incertezze e inariditi dalle troppe delusioni. Quante volte ci si dimentica dei beni ricevuti e si volgono le spalle a D-i-o, come se anche Lui fosse sempre pronto a tradire gli impegni. Basta rileggere i versi successivi del salmo 77, per prendere coscienza di quanto sia facile abbandonare le vie del Signore. 
Il canto è un grido di speranza, credibile nella misura in cui il cantore stesso è risalito dalla china dello smarrimento ed è riuscito a ricostruire la propria vita sulla roccia che è Cristo. Ha fatto l’esperienza dell’accattone di cui parla Simeone il Nuovo Teologo. Ristorato al banchetto dell’Agnello e restaurato dal medico celeste, con semplicità condivide la gioia di una giovinezza riconquistata. Nella sobria ebbrezza dello Spirito egli si lascia invadere dalla potenza del Paracleto. La sua povertà non è miseria, ma premessa e conseguenza di libertà interiore. La serenità nel servizio cantoriale nasce dalla sovrabbondanza dei doni ricevuti. I desideri sono stati esauditi oltre ogni aspettativa. Sursum corda!

2 comentários:

  1. MUITO BOM! Eu acredito que Deus criou o homem e deixou o manual de instrução, a “BÍBLIA SAGRADA!” A BÍblia é a divina revelação da palavra de Deus e não produtos enlatados, eu costumo dizer que: “As pessoas precisam parar de comer tudo o que dão. E começar a questionar! ” Alguém escuta alguma coisa de alguém, e saem falando, sem questionar, sem saber se é verdade ou não. As pessoas precisam se perguntar! Será que a minha crença esta de acordo com a lei de Deus? Será que a religião que eu nasci sempre me falou a verdade? Quando uma pessoa morre pra onde ela vai? Ela volta? Existe purgatório? A bíblia apoia o homossexualismo? Quem não herdara o reino de Deus? O que devo saber sobre idolatria, imagens e escultura? O que a bíblia realmente fala sobre idolatria, imagens e escultura? É mais fácil seguir a tradição que nasci, do que procurar saber a verdade que a minha bíblia vai me dizer? O que devo saber sobre o único batismo? Será que tem uma sequência para salvação? A quem eu devo me confessar, quem pode me perdoar? Religião salva alguém? Essas e outras perguntas e respostas em: www.aunicaverdadeemsuapropriabiblia.blogspot.com
    Fale para outras pessoas, por que “O Senhor não retarda a sua promessa, ainda que alguns têm por tardia: mas é longânimo para convosco, não querendo que alguns se percam, senão que todos venham a arrepender-se.” (II Pedro cap. 3 ver 8) e “Que quer que todos os homens se salvem, e venham ao conhecimento da verdade. Porque há um só Deus, e um só Mediador entre Deus e os homens, Jesus Cristo o homem. (IA Timóteo cap 2 ver 5 e 6) Seja sua bíblia, católica ou evangélica, aqui você vai tirar suas duvidas.
    www.aunicaverdadeemsuapropriabiblia.blogspot.com
    E conhecereis a verdade, e a verdade vos libertara (João cap 8 ver 32) Se você tiver coragem de perguntar, a bíblia terá coragem de responder!

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  2. Caro Salviano,
    Acho muito louvável a sua boa-vontade de querer ajudar-nos a encontrar a Verdade, que é o próprio Cristo, a Palavra de Deus. Repare que aqui temos em grande conta a Palavra de Deus, como aliás sempre foi a tradição da Igreja, manifestada sob a forma de música no canto gregoriano. Mas permita-me que lhe pergunte: se Cristo é o único mediador entre Deus e os homens, para que precisamos do seu blog? Eu sei ler, e posso pegar numa Bíblia e lê-la sem o seu blog?
    Permita-me então que responda também à pergunta que lhe fiz: é que entre Deus e os homens só há um mediador, que é Cristo; mas entre Cristo e os homens há muitos mediadores, ou não é? Você teve alguma revelação? Provavelmente não, alguém lhe deu a conhecer Cristo. Ora, a todos estes mediadores que nos levaram a Cristo, e que nós somos também chamados a ser para os outros que ainda não O conhecem, chamamos a Igreja. De todos estes medidadores, uns ainda estão cá na terra, outros no Céu, porque Deus não é um Deus de mortos, mas de vivos. Dos mediadores que estão no Céu, o maior de todos, de longe, é a Virgem Maria, porque é a pessoa que mais amou Cristo, aquela que O conhecia melhor, e a que mais tempo passou e falou com Ele. É, Foi, rigoramente, a Esposa de Deus, que educou o seu Filho. E por isso a veneramos na Igreja Católica, todas as gerações, desde a 1ª até agora.
    Por favor queira visitar a seguinte página http://consagrate.com/videos-do-i-consagra-te/
    Esteja à vontade para aparecer por cá,
    Cumprimentos

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