sexta-feira, 1 de julho de 2011

Música própria do 14º Domingo do Tempo Comum / Hebdomada XIV per annum

Partituras do Próprio autêntico: PDF
Ofertório autêntico com versículos: PDF



2ª parte do vídeo, com os cantares dos Cantadores Gregorianos de Cremona e o comentário de seu regedor, o Maestro Fúlvio Rampi:
  • o cântico de entrada Suscepimus Deus misericordiam tuam, peça originalmente para a festa da apresentação do Senhor no Templo, popularmente conhecida por "festa das candeias": Recordamos, Senhor, a vossa misericórdia no meio do vosso templo. Toda a terra proclama o louvor do vosso nome, porque sois justo e santo, Senhor nosso Deus.  Grande é o Senhor e digno de louvor, na cidade do nosso Deus, no seu monte santo. Salmo 47, 10-11 
  • e o cântico da comunhão Gustate et videte quoniam suavis est Dominus (aos 4min25): Saboreai e vede como o Senhor é bom: feliz o homem que n’Ele se refugia. Salmo 33, 9:


Escutai ainda outra interpretação do mesmo intróito, pelo eslovaco:




Comentário de Tiago Barófio:

Sono 27 gli introiti di I modo (re) dell’odierno Graduale. Un numero relativamente consistente (9 + 1) afferma l’impianto modale nel cantare la caratteristica formula d’intonazione do-re re-la-si la. A parte il comune sigillo modale – un biglietto da visita con cui la melodia si presenta rivelando senza equivoci la sua”stirpe” – ogni introito ha una sua propria fisionomia. Suscepimus, ad esempio, è l’unico che raggiunge il mi acuto con una formula d’abbellimento (nomen: do-mi-re), grazie alla quale si evidenzia l’arricchimento della corrispondente sezione in fa. Il duplice porrectus flexus (do-la-do-sol) si trova unicamente nel nostro introito e aiuta a inserirci nella dinamica che dilata il tempio (templi) fino a estenderlo ai confini della terra (fines terre). Quanto i due parametri (locale e universale) siano strettamente collegati, e si richiamino a vicenda, è sottolineato da un’unica e medesima formula cadenzale (tui/terrae: fa-la-sol-fa sol-fa fa). Con un’importante differenza. Nel secondo caso non si può indugiare troppo: “Einsiedeln 121” tra terrae e iustitia annota uno st(atim) che esige la saldatura della coda (iustitia - tua) alla frase precedente.
Suscepimus è l’introito previsto anche per il 2 febbraio, quando lo stesso testo salmico (47, 10-11) risuona subito dopo nel responsorio graduale. In questa angolazione si comprende meglio la traduzione latina (suscipere = accogliere) che si riferisce al gesto del vegliardo Simeone nell’atto di prendere in braccio il bambino Gesù, la rivelazione della misericordia di D-i-o. Cantato nel tempo ordinario, l’introito suggerisce altre connotazioni introdotte dalle “nuove” traduzioni: ricordiamo, andiamo ripensando, pensiamo ... Il centro dell’attenzione è galvanizzato dall’esperienza della misericordia di D-i-o, che era e rimane ancora oggi e sarà anche domani una realtà palpitante e viva, il Signore Gesù Cristo.
L’episodio di cui parla san Luca con la presentazione al tempio (2, 22-38), rimane attuale sotto molteplici aspetti. Ieri il tempio era pieno di gente pia e osservante, ma del Bimbo si sono accorti soltanto due anziani, con i limiti imposti dalla vecchiaia, ma soprattutto con la ricchezza di un diuturna ricerca di D-i-o. Oggi le chiese non sono più affollate come in passato, ma c’è ancora troppa massa indifferente, a volte senza neppure l’interesse dei turisti di passaggio. Lo squallore e la trasandatezza di tante celebrazioni non rivelano lo splendore della liturgia. Forse perché ci si dimentica di due cose: il tempio di D-i-o è tale se trascende i muri di una chiesa. Il che avviene fondamentalmente su due piani. 1] Il tempio più importante del nostro esistere di credenti non è quello interiore edificato dallo Spirito. 2] La liturgia che celebriamo nel tempo è azione dello Spirito se riflette a) quanto si vive nel tempio interiore del cuore e 2) si apre alla realtà futura, in qualche modo anticipandola. Allora il presente accoglie passato e futuro; l’edificio di culto si dilata e raggiunge i confini della storia; la liturgia respira con un ritmo universale.
Di questa vitalità sono testimoni i cantori, nella misura in cui realizzano quanto affermano con un inno quaresimale: Dei fide qua vivimus / spe perenni qua credimus / per caritatis gratiam / Christi canamus gloriam.


Gradual Responsorial Esto mihi in Deum protectorem Salmo 71 (70), 3.1

Sêde a minha protecção e o refúgio onde me acolho. Vós prometestes salvar-me, pois sôis o meu rochedo e a minha fortaleza. Em Vós, Senhor, me refugio: jamais serei confundido. 


  • Nos anos ímpares, à 2ª feira, canta-se o gradual Angelis suis.
  • Nos anos pares, à 5ª feira, canta-se o Ostende nobis.



No Domingo do ano A canta-se a Alleluia Venite ad me, aqui na voz do Pedro francês.

Vinde a Mim, todos os que andais cansados e oprimidos, e Eu vos aliviarei.
cf. Mt 11, 28




Nos outros dias canta-se a Aleluia Magnus Dóminus:



Nos anos pares, à 5ª feira, canta-se o Alleluia Ostende nobis.

Partituras para cantar as Leituras (do Ano A) em português



Ofertório Populum humilem, Salmo 17,28,32, aqui cantado pelo Pedro francês:

O pôvo humilde Tu salvarás, Senhor, e os olhos dos soberbos humilharás: porque quem é Deus senão Tu, Senhor? V. O meu clamor, na presença dele, entrou nas orelhas dele. O meu libertador das gentes iracundas: dos que se insurgirem contra mim me exaltarás.




Lêde tão-bem o comentário de Tiago Barófio à antífona de Comunhão Gustate et videte (.PDF)


No Domingo do Ano C, canta-se Dico vobis gaudium, aqui na voz do francês:



Tecto da Igreja do Santíssimo Sacramento, em Lisboa.

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