domingo, 7 de agosto de 2011

Música própria do 19º Domingo do Tempo Comum / Dominica decima nona per annum


Partituras:
Próprio autêntico completo (PDF)
Ofertório autêntico com versículos (PDF)

O Evangelho de Jesus proposto pela Igreja para este Domingo, no ano A (13:10), representado na arte sacra tradicional da Igreja (1:00) e explicado pelo Papa Bento XVI (6:00) :





Comentário de Tiago Barófio sôbre êste intróito:
Questo introito, come quello della scorsa domenica, è in VII modo (sol). La melodia, tuttavia, ha una personalità differente e non si può non pensare alla costrizione violenta del canto gregoriano nella gabbia – del tutto teorica – degli otto modi. Per salvare il salvabile – soprattutto se ci si confronta con sistemi assai articolati come quelli che si trovano, ad esempio, nelle tradizioni arabe – una soluzione possibile è il concepire la modalità in un’ottica assai elastica. I singoli modi non sono rigide categorie anguste, ma indicano famiglie: un insieme assai differenziato di strutture melodiche che hanno qualche tratto in comune.
Dalle parole del salmo 73 (20a. 19b. 22a e 23a) emerge l’affermazione di D-i-o quale Signore della storia. Alla parola “Domine” due volte è conferita una forza particolare, abbellendo il fa acuto con un porrectus resupino (fa-mi-fa-re) la prima volta, mentre nel caso successivo si tocca il sol. Questa nota acuta deve essere cantata leggera, come impone l’estetica gregoriana, a dispetto di quanti continuano a martellare la prima nota di pes e clivis, di scandicus e climacus ... Il brano è percorso da una continua sollecitazione creata dall’alternanza dei piani sonori tra re e do, e dalle differenze cadenze (sol, si, la, sol) in cui trovano riposo le frasi relativamente ampie.
Il testo ha subito varie vicissitudini. Due esempi: 1] Nel versetto 23a la Vulgata legge inimicorum tuorum in consonanza con il testo ebraico. La lezione latina dell’introito propone quaerentium te in accordo con i Settanta e altre recensioni occidentali (deprecantium,supplicum). 2] La traduzione della CEI propone il verso 20a con “Volgi lo sguardo alla tua alleanza”, mentre nel messale l’introito inizia con una puntualizzazione “Sii fedele, Signore, alla tua alleanza”. Tutto è possibile a questo mondo, ma D-i-o non può che essere fedele alla sua alleanza. 
Gli interlocutori nel dialogo con D-i-o sono i pauperes ... quaerentes. Sono gli accattoni, sempre nella ricerca affannosa di vedere il benefattore cui volgere lo sguardo con timore, al quale tendere la mano con tremore. Tra il poveraccio che da millenni vaga sulla terra e il suo Creatore c’è un’alleanza più volte infranta. Appena le cose sembrano andare meglio, si fa presto a rimuovere il passato di stenti e a dimenticare il Benefattore. Al quale, talora senza ritegno, si indirizzano pretese e richieste, le più disparate. Senza ritegno, sì, come spesso fa lo Schnorrer di turno. 
Quando ci si ritrova nei guai, anche il buon D-i-o può servire. A lui si farfuglia un balbettio e borbottio. Senso di vergogna e arroganza spregiudicata si fondono, rivelano l’inconsistenza di una vita smarrita, alla deriva. Verso la morte, prima spirituale, poi intellettuale, successivamente sociale e, infine, la liberatoria morte fisica. Tappe di un lungo cammino che si snoda tra luoghi tenebrosi, covi di violenza, tumulti di spregiudicati. La vita della tortora è in balìa di rapaci fino a quando si aprono gli occhi. Colui che sembrava lontano e totalmente assente – perché da noi ignorato e rifiutato – in realtà è sempre stato vicino, con l’orecchio teso a cogliere il pur minimo fruscio che indica il cambiamento di rotta. 
Figli di Abramo, in Cristo Gesù ricuperiamo il senso dell’alleanza e accogliamo il dono delle promesse.

Alleluia Domine refugium cantado pelo Pedro francês:

Senhor, um refúgio Tu Te fizeste para nós, desde a ascendência até à descendência.




Ofertório In te speraui, cantado pelo Pedro francês:

Em Ti esperei, Senhor: disse [eu]: Tu és o meu Deus, nas tuas mãos [estão] as minhas têmporas.
V.1 Ilumina a tua face sôbre o teu servo e faze-me salvo pela tua magna misericórdia: Senhor, não serei confundido, porque Te invoquei.
V.2 Quão grande [é] a multidão das tuas doçuras, Senhor, que [Tu] escondêste dos teus tementes: aperfeiçoaste, não obstante, os que Te esperam, diante dos filhos dos homens.





Comunhão Panis quem ego dedero, cantada pelo Pedro francês:

O pão que Eu der é a carne minha em favor da vida do século.



Lêde o comentário de Tiago Barófio a esta comunhão (PDF).


Comunhão do Domingo no ano C, Beatus servus, cantada pelo Pedro francês:

Feliz o servo que, quando vier o Senhor, o encontrar vigilante: Amen vos digo: sôbre todos os seus bens o colocará.

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